Simone De Clementi
 
Amministratore
 21 h Condiviso con Gruppo pubblico

Ladri di serenità: quando la paura ci chiude in casa

di Eliana Vinciguerra

Sento fin nel profondo questo peso, un’ombra grigia e pesante che si insinua tra le pareti di casa e lungo le strade che un tempo percorrevo con assoluta leggerezza. Alla mia età, la casa non è soltanto un insieme di stanze, un tetto sopra la testa o un semplice rifugio dal freddo dell'inverno e dal sole cocente dell'estate, ma è lo scrigno sacro che custodisce una vita intera, fatta di piccoli oggetti, di ricordi impalpabili, di angoli familiari dove ogni cosa ha il suo posto, il suo profumo e la sua precisa storia. Sapere che questa intimità così faticosamente costruita è diventata fragile, che basta un attimo di assenza o una distrazione perché venga violata e calpestata da mani sconosciute, mi toglie il respiro e mi lascia addosso un senso di profonda, dolorosa vulnerabilità. Non si tratta soltanto della paura puramente materiale di perdere qualcosa di valore, perché le cose si possono anche ricomprare o sostituire, ma è la violazione profonda dell'anima, lo strappo violento e improvviso in quella trama di sicurezza che ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di tessere attorno a se stesso e ai propri affetti.
Questa sensazione di costante e perenne allerta ci consuma lentamente, giorno dopo giorno, trasforma il rumore innocuo di un passo distratto sul marciapiede o lo scricchiolio improvviso di un mobile durante il silenzio della notte in motivi di sobbalzo, di batticuore e di profonda ansia.
Anche uscire per una semplice passeggiata, per godersi un po' di aria fresca o per fare la spesa quotidiana, è diventato ormai un faticoso esercizio di preoccupazione; ci si guarda continuamente alle spalle, si controlla e ricontrolla più volte di aver chiuso bene ogni mandata della serratura, si scruta ogni volto sconosciuto con un sospetto che non ci appartiene nell'animo, ma che ci viene rigidamente imposto da questa realtà così amara e spietata. Un tempo le chiavi si lasciavano quasi attaccate alla porta, i vicini di casa erano sentinelle silenziose, fidate e amichevoli, e la strada era il naturale prolungamento del salotto, un luogo d'incontro spontaneo e di chiacchiere serene tra conoscenti. Oggi, invece, sembra quasi di dover vivere barricati, prigionieri volontari dentro le nostre stesse mura, mentre fuori il mondo corre indifferente e distratto di fronte a questa nostra progressiva e silenziosa perdita di pace.
È una fatica mentale enorme e invisibile quella di dover difendere ogni singolo giorno la propria tranquillità, un carico pesante che grava sulle spalle e che finisce per togliere il sapore e la bellezza alle piccole cose quotidiane. Ci si ritrova sempre più spesso a parlare di questo con le amiche di sempre, a scambiarsi sguardi preoccupati, storie di furti subiti nel quartiere e consigli talvolta inutili su come proteggersi, scoprendo con amarezza che la paura è ormai diventata un sentimento comune, una nebbia fitta e soffocante che avvolge l'intera comunità e che spegne la gioia di vivere con spontaneità e fiducia nel prossimo. Vorrei solo poter ritrovare, anche solo per un momento, quel senso di sacra inviolabilità che spetta di diritto a ogni casa e a ogni persona, vorrei poter camminare per le mie strade senza il timore costante che qualcuno possa approfittare della mia assenza, del mio riposo o della mia naturale fragilità.
La sicurezza non dovrebbe mai essere considerata un lusso per pochi o una fortunata coincidenza, ma la base solida e invisibile su cui poggiare i nostri giorni e i nostri sogni. Questa costante e logorante inquietudine ci priva della libertà più grande e preziosa di tutte, quella di addormentarci la sera sereni, chiudendo gli occhi con il sorriso e sapendo che il nostro piccolo, amatissimo mondo è al sicuro, e ci costringe invece a fare i conti con un presente difficile in cui la diffidenza ha preso definitivamente il posto dell'accoglienza, lasciandoci addosso una stanchezza profonda che nessun sonno, purtroppo, riesce davvero a ristorare.
(Eliana Vinciguerra)
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Il Nocciolo della question yop Rubrica a cura di Eliana"
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Simone De Clementi
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I reati in Italia registrano un trend generale in crescita, trainati da un aumento dei furti di strada e della microcriminalità.
Adriano Pedrana
Simone De Clementi L'aumento però è negli ultimissimi anni ed è legato anche al crollo durante il lockdown. I livelli attuali di delitti denunciati sono allo stesso livello del 2018 e il trend sul lungo periodo è di calo. (fonte: Istat).
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "3.000.000 Delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria prov (Grafico) Frequenza: Annuale, Territorio: Italia, Indicatore: Numero di delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudi Totale, Periodo del commesso delitto: Durante l'anno di riferimento 2.800.000 2.600.000 2.400.000 2.200.000 2.000.000 1.800.000 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 TeTpo"
Adriano Pedrana
Simone De Clementi
2006: 2.771.490 casi
2024: 2.399.347 casi…
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Simone De Clementi
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Amministratore
Adriano Pedrana lei vede cali dove c'è soltanto una aggregazione differente .. legga bene! Già il titolo spiega (link ISTAT). Buona serata
Adriano Pedrana
Simone De Clementi Lei ha parlato di "trend generale in crescita", il grafico Istat che riporto mostra il totale delle denunce. In che modo si tratterebbe di "una aggregazione differente"?
Il titolo del "link ISTAT" dice "Diminuisce la criminalità violenta, aumenta quella predatoria". In che modo questo smentirebbe il fatto che c'è una tendenza alla diminuzione sul lungo periodo della criminalità?
PS. Perché i miei commenti regolarmente scompaiono?
Simone De Clementi
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Amministratore
L'editoriale di Eliana. Tema: la sicurezza. Buona lettura!