Le zanzare sono il principale nemico per milioni di persone in estate e rappresentano uno degli aspetti meno piacevoli della stagione, soprattutto per chi trascorre molto tempo all’aperto, possiede un giardino o ama attività come campeggio ed escursioni serali.
Nel corso degli anni sono state tante le soluzioni che si sono affacciate sul mercato: dai repellenti agli insetticidi, passando per gli insetti volanti, ma tutte hanno un limite: non fanno distinzione tra specie dannose e insetti fondamentali per gli ecosistemi, e finiscono per colpire anche impollinatori come api e farfalle. Proprio per superare questo problema, una startup francese sta lavorando a un approccio completamente diverso: affidare la caccia alle zanzare a un piccolo drone autonomo in grado di individuare soltanto gli esemplari responsabili delle punture.
Il drone anti-zanzare di Tornyol System
Il progetto è sviluppato da Tornyol System, che ha già mostrato sul proprio sito web un prototipo funzionante del drone. Nelle clip che trovate nel sito, si vede il sistema riconoscere una zanzara e intervenire direttamente durante il volo. L’aspetto più interessante riguarda il metodo utilizzato per il riconoscimento: il drone non si affida a una normale fotocamera, una soluzione che avrebbe diversi limiti nelle ore serali, proprio quando molte zanzare sono più attive.
Come funziona il riconoscimento con ultrasuoni
Al contrario, il dispositivo usa gli ultrasuoni e emette impulsi sonori non percepibili dall’uomo, analizzando quindi il segnale di ritorno grazie a una matrice composta da centinaia di microfoni MEMS. Il movimento delle ali degli insetti infatti modifica l’eco ricevuto, creando un fenomeno noto come micro-Doppler: si tratta di una variazione che genera una sorta di firma sonora unica che consente all’algoritmo di riconoscere differenti specie e distinguere con precisione maschi e femmine.
Autonomia, abbonamento e limiti della tecnologia
Il sistema è concepito per operare in modo autonomo, ma richiede un abbonamento mensile. Il drone può infatti sorvegliare un’area assegnata, rientrare alla stazione di ricarica quando l’autonomia diminuisce e tornare operativo una volta completato il ciclo energetico. Alla base della tecnologia c’è un progetto open source chiamato LeSonar2, nato inizialmente con un obiettivo differente: creare un sistema di rilevamento degli ostacoli più leggero rispetto alle tradizionali soluzioni basate su videocamere.
Durante la sperimentazione, però, gli sviluppatori hanno scoperto che gli insetti producono caratteristiche acustiche differenti tra loro, aprendo la strada a un sistema di identificazione molto più selettivo. Resta da verificare il comportamento negli ambienti reali dove entrano in gioco fattori come vento, rumori esterni o la presenza contemporanea di più insetti, che potrebbero rappresentare delle difficoltà. Vedremo se e come la tecnologia riuscirà a superare tali ostacoli.
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