Gli stranieri di Roma portano Gualtieri e tutto il campo largo davanti ai giudici
Le comunità di immigrati, guidate dall'associazione dei musulmani MuRo 2027, ricorrono al Tar chiedendo l'applicazione dell'articolo 20 dello statuto sull'elezione del consigliere aggiunto. Nessuna forza politica del centrosinistra ha appoggiato la richiesta
Tempo scaduto, le comunità straniere di Roma presentano ricorso al Tar contro Roberto Gualtieri e la sua amministrazione. Il motivo? Non viene applicato l'articolo 20 dello statuto di Roma Capitale, quello che prevede l'elezione del consigliere aggiunto, cioè uno straniero extra-Ue residente, con diritto di parola ma non di voto all'interno dell'assemblea e nelle commissioni.
I consiglieri stranieri a Roma
Gli ultimi consiglieri aggiunti sono decaduti il 15 dicembre 2013. Oltre 12 anni fa, con Ignazio Marino in carica da circa sei mesi. L'attuale europarlamentare di Avs è stato il primo a non rispettare lo statuto capitolino, seguito poi da Virginia Raggi (M5S) e Roberto Gualtieri (Pd). L'ultimo ad applicare il regolamento fu Gianni Alemanno, primo Sindaco espressione di una coalizione di centrodestra.
La battaglia delle comunità immigrate
A fine marzo una rete di associazioni e comunità straniere di Roma si erano già riunite annunciando l'invio di una diffida. Lo Sportello Migrante 49, l'associazione “Italiani Senza Cittadinanza”, “Dhuumcatu” e la neonata associazione “MuRo27” aveva annunciato l'intenzione di inviare una diffida, formalizzata nel giro di pochi giorni: “Il coinvolgimento degli immigrati nel processo democratico e nella governance degli enti locali è previsto dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, risalente al 1992 e in vigore dal 1997. Una convenzione vincolante per l’Italia. Nella città di Roma il 13% della popolazione residente è costituita da immigrati, con picchi del 20% nei Municipi I, V e VI” hanno spiegato le realtà coinvolte.
Il ricorso al Tar contro Gualtieri
Dal Campidoglio, però, non sono arrivate risposte. Silenzio assoluto. Dal 2022, anno in cui l'allora consigliere di Demos Paolo Ciani (oggi deputato) presentò e fece approvare una mozione che impegnava il Sindaco ad applicare lo statuto, non è accaduto nulla. Così MuRo27 e gli altri sono passati all'attacco: “Chiediamo il rispetto della legge e dei diritti civili e politici degli stranieri di Roma. A questo punto viene naturale fare una valutazione politica sulla scelta di questa maggioranza di non riproporre l'elezione del consigliere aggiunto. Le amministrazioni che non hanno applicato più l'articolo 20 dello statuto sono tutte di partiti che fanno parte, a oggi, del cosiddetto campo largo” sottolinea Francesco Tieri, portavoce dei Musulmani di Roma. E così arriva il ricorso al Tar.
L'assenza rumorosa del “campo largo”
E il cosiddetto campo largo anche oggi non si schiera al fianco della battaglia degli stranieri residenti. A quanto apprende RomaToday, nessuna forza politica con la quale c'è stata interlocuzione sul tema del consigliere aggiunto ha poi accettato di essere presente alla conferenza stampa del 19 maggio, in via Gioberti nella sede di Arci Solidarietà, per sostenere l'istanza.
La solitudine degli immigrati a Roma
La sensazione espressa dalle comunità straniere è quella di essere soli: “In questa città per noi è difficile trovare un contratto d'affitto regolare, registrare la residenza, fare un documento in Questura. In tanti di noi si trovano in situazioni di difficoltà, eppure la stragrande maggioranza ha uno status migratorio regolare” denuncia Marcela Cruz dello Sportello Migrante 49. Fioralba Duma, di “Italiani Senza Cittadinanza”, amplia lo sguardo: “Si parla tanto di sicurezza, di legalità. Ma se vogliamo un Paese più sicuro, coeso, sicuro, ci sono fette importanti di società che non vanno escluse”.
L'avvocato: “Gualtieri adempia ai suoi doveri”
Particolarmente feroce l'attacco dell'avvocato Giuseppe Libutti, che presenterà il ricorso al Tar e segue già vertenze importanti a Roma come quella contro il termovalorizzatore o delle concessioni degli spazi all'interno del patrimonio pubblico: “Roma non ha un Sindaco, ma un commissario di governo con poteri straordinari che influiscono sulla nostra vita e la nostra salute. Un Sindaco del ‘fare’, che però non fa quello che è scritto nello statuto, ma solo ciò che viene deciso dall'apparato istituazionale secondo ciò che viene definito il ‘modello Roma’. Dicono di voler creare una città accogliente e inclusiva, ma poi si ignorano i diritti degli stranieri. Questo ricorso serve per far sì che Gualtieri adempia ai suoi doveri, altrimenti i giudici potrebbero decidere di nominare un commissario che lo faccia al suo posto”.
I musulmani e Roma 2027
Una piccola-grande grana per Gualtieri, a un anno dalle elezioni. Occasione nella quale difficilmente ci saranno liste a trazione musulmana. L'associazione MuRo27, che traina la battaglia degli stranieri al Tar, non ha i numeri e l'elettorato per presentarsi autonomamente: “E nemmeno ci sono contenitori politici a oggi coerenti in cui candidare qualcuno. Dovrebbero essere le stesse forze che non sono qui e contro le quali presentiamo ricorso al Tar, è poco verosimile. Ma da novembre scorso abbiamo messo sul tavolo questioni per noi rilevanti, temi che pensiamo debbano essere presi in considerazione dai candidati”.
La rappresentanza, il diritto di voto, le politiche abitative e i diritti dei minori che hanno difficoltà nell'accesso a scuola, maggiori tutele. Questo è emerso il 19 maggio. La battaglia sui consiglieri aggiunti è uno strumento per fare breccia nella politica romana, in un momento in cui prende sempre più piede il desiderio di “remigrazione”.
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