Tra i corridoi di società che stanno per fare un grande passo aziendale, “futuro” non è più una parola astratta: ha la forma di organigrammi che potrebbero cambiare, sedi da riorganizzare, procedure da unificare. A&T2000, società che si occupa della gestione integrata dei rifiuti in provincia di Udine, si trova in questa situazione: è dentro il noto percorso che porterà all’aggregazione con Net e Isontina Ambiente e, in un secondo step, alla nascita di una multiutility con Cafc. Un’operazione che promette efficienza e razionalizzazione e che tocca un servizio quotidiano e delicatissimo: la gestione dei rifiuti, con ricadute su una platea stimata di circa 700 mila cittadini e cittadine in Friuli. In questa fase, però, insieme alle promesse di semplificazione cresce anche l’inquietudine di chi lavora dentro l’azienda. Non solo per i tempi e i modi della fusione, ma per ciò che potrebbe significare in termini di ruoli “doppioni”, carichi di lavoro e garanzie. E mentre i Comuni soci sono chiamati a scelte strategiche, la richiesta che emerge — da testimonianze interne e sindacali — è una: sapere con chiarezza cosa sta per accadere, prima che le decisioni diventino...
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