Da ex calciatore a bandito, poi redento grazie al perdono di Gianfranco: "Lo fermai dal benzinaio, la moglie si spaventò. Quando l'ho incontrato ci ha riso su: 'Sarebbero stati cavoli tuoi, mangio tanto'. Ero Il Maradona delle carceri", con me c'erano il bandito della Magliana, i fratelli Marchese e alcuni camorristi"
C’è una canzone di Francesco De Gregori, “il bandito e il campione”, che racconta una storia simile. Anche le date coincidono. Una promessa del ciclismo che vede infrangersi il suo sogno e prende una strada sbagliata: Sante Pollastri, ricorda, per certi versi, Fabrizio Maiello, soprannominato “Il Maradona delle Carceri”. In cella lo chiamavano così. Il suo è uno spaccato di vita fatto di delusioni, sofferenze, criminalità e redenzione. In mezzo un tentativo di rapimento diventato cult. "Volevamo rapire Zola per poi chiedere il riscatto a Tanzi". Fabrizio Maiello si racconta con gli occhi di chi ha vissuto dieci vite in una: ben aperti, consapevoli, pronti a toccare le pagine più dure del suo vissuto. Da giovane era una promessa del pallone, poi un infortunio gli ha spezzato i sogni e sono arrivate droghe e cattive compagnie. Quindi gli arresti, le sparatorie e tanto altro. Nel 2024, trent’anni dopo, Fabrizio e Gianfranco Zola si sono rivisti, abbracciati e Maiello ha avuto il perdono dell’ex numero dieci gialloblù.
Fabrizio Maiello, partiamo da Zola. Come andò?
"Era il 1994. Io ero rinchiuso nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Non avevo nessuno, mia moglie stava morendo. Decido di fuggire e divento latitante: 'Vogliamo rapire Zola, così chiederemo un riscatto a Tanzi', mi dicono. Accetto. Ci infiliamo in due auto, il piano era di seguirlo in autostrada per poi speronarlo una volta usciti. Ma lì succede un imprevisto…".
Ci racconti.
"Gianfranco si ferma al distributore. Addirittura esce e si trattiene a parlare con il benzinaio. Non avevamo tempo, eravamo quattro latitanti su due macchine rubate e con le pistole addosso. Allora scendiamo, facciamo finta di niente, ci guardiamo intorno. Lui ci nota, ci viene incontro: 'Ciao ragazzi, avete bisogno di qualcosa?'. Quel sorriso è stata una luce che si è accesa dentro di me. Ricordo ancora i suoi occhi, buoni, puri. Brillavano. Rappresentava il mio sogno nel pallone: era quello che io non ero riuscito a diventare. Lì ho deciso di non fare nulla, anzi mi sono fatto firmare un autografo sulla carta d’identità".
E lui non si è accorto di niente?
"La moglie Franca sì, si è spaventata. Lui inizialmente no, poi quando ha visto il tatuaggio che ho sulla mano, con i cinque punti della malavita, è salito velocemente in macchina ed è partito".
Voi vi siete arresi?
"Io avevo già deciso di non rapirlo. Ma inseguimmo ancora la macchina per un po’. Siamo andati a fare un colpo in banca subito dopo. Per loro non era un problema se rapivamo Zola o facevamo altro, contavano solo i soldi".
Cosa sarebbe successo dopo?
"Il piano era quello di rapirlo e chiedere il riscatto. Avremmo mandato una lettera alla moglie con le indicazioni da seguire".
Perché proprio Zola?
"Perché era il numero dieci e la stella di quel Parma. Tanzi avrebbe pagato il riscatto e magari avrebbe mantenuto il silenzio. Me l’ha chiesto anche Gianfranco, quando ci siamo visti. Mi ha fatto pure una battuta: 'Sarebbero stati cavoli tuoi se mi avessi sequestrato, mangiavo tanto, ero un rompiscatole', mi ha detto. E abbiamo riso insieme. Sono contento di aver ottenuto il suo perdono".
È stato come chiudere un cerchio incontrarlo per lei. Ricorda l’emozione?
"È stato uno dei giorni più belli della mia vita. Mi ha accolto in casa sua, mi ha perdonato. Ho pianto tutto il tempo. Gianfranco e la sua famiglia sono persone d’oro. Voglio ringraziare il giornalista Marco Cattaneo, che ha reso possibile questo incontro e ha raccontato la mia storia del Podcast 'il Maradona delle Carceri'. Ora uscirà anche un libro".
In cella la chiamavano così?
"Sì, perché ero bravo. Il calcio mi aveva sedotto e abbandonato. Io volevo giocare, ero arrivato fino alla Primavera del Monza, ma dopo un infortunio fui costretto a smettere. Lo trovavo ingiusto, ce l’avevo col mondo. Così ho iniziato a frequentare cattive compagnie. Non avevo niente da perdere. Ero rispettato, perché in galera funziona così: se hai studiato non importa a nessuno, ma se sei bravo col pallone, allora vuol dire che hai la 'cazzimma' giusta per il mondo criminale. È stata la mia fortuna, ma anche la mia sfortuna. Da un lato mi chiamavano il 'Maradona delle carceri' e non mi toccavano. Dall’altro mi dicevano: 'Basta rapine, vieni con noi'. E una volta uscito, ho fatto sempre peggio. Minacce, estorsioni, guerre fra clan".
È stato in galera con “il Bufalo” della Banda della Magliana.
"Ricordo la sua esultanza quando ci informarono che era morto Giovanni Falcone nella strage di Capaci... Con noi in cella c’erano anche i fratelli Marchese e alcuni camorristi. Erano tutti felici. Li guardavo e pensavo 'Cosa c’entro con questa gente io?'".
E che risposta si è dato? Cosa aveva in comune con loro?
"Solo la mancanza di paura. Non avevo paura di morire, anzi a volte forse lo avrei voluto. E quando non hai niente da perdere sei capace di fare tutto: ti distruggi da solo".
Oggi che uomo è Fabrizio Maiello?
"Un uomo nuovo. Collaboro con l’associazione Libera di Reggio Emilia e racconto la mia storia nelle scuole. Ogni anno stabilisco nuovi record di palleggi con la Uisp. A settembre sono arrivato fino in cima alla collina di Superga palleggiando: voglio ringraziare il Torino per avermi concesso l’opportunità".
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73fildiferro
Bravo Maiello, redimersi é possibile, continui così, facendo del bene. Riguardo a Zola, a me è sempre piaciuto sia come calciatore che come persona. Uno come Zola farebbe tanto bene in Nazionale, con qualsiasi ruolo.
Vigor58
AlfonsiPV: che c'iazzecca il voto con quello di cui si sta parlando?
ocomment
"""Riguardo a Zola, a me è sempre piaciuto sia come calciatore che come persona. Uno come Zola farebbe tanto bene in Nazionale, con qualsiasi ruolo.""" perche a qualcuno non piaceva Zola il calciatore ? poi con gli anni abbiamo scoperto anche che è un grande uomo
blackbird014
ma per vivere cosa fa?
The_Unforgettable_Praja
Ieri allagamenti nell’isontino con i volontari intenti a ravanare nel fango accompagnati solo dal silenzio… Oggi la rosea esalta certi personaggi, rimango senza parole e speranza.
11luglio82
Ma sì, diamo spazio a questi gentiluomini. Complimenti
11luglio82
Praia. Scusa, il commento di prima non era per te, ma in generale. Per il resto, totalmente d'accordo con quello che hai scritto
The_Unforgettable_Praja
Tranquillo, avevo colto il senso
lettore_16363648
Perche oggi fanno piu notizia gli sboroni i fenomeni chi fa casino perche e' cool fa tendenza anzi come dicono oggi e' hype Fate come ve pare poi quando incontrate x strada quakche testa calda non chiamate le (come le definite voi) guardie fate i duri non da tastiera pero
JonnyBeeDJ
Poesia...
lettore_18308531
Ieri Carrozzieri che racconta il suo incontro con Biancaneve, oggi un simpaticone che fa rapine e voleva rapire Zola. Domani? Charles Manson?
Vigor58
Impossibile, è morto
Higgs Boson
A me sembra un uomo ravveduto che ha tagliato col passato e cerca ora di fare del bene... non capisco tutti questi commenti scandalizzati...
lettore_18002897
"chi è senza peccato scagli la prima pietra"
lettore_16363648
@alfonsi come te chiami se vede stai calmo
lettore_16363648
Ma perche date visibilita a questi personaggi negativi?
Ci prendete per stupidi come i dodicenni che seguono i rap maranza su tiktok?
Lo sappiamo gia da soli che solo i fessi e gki onesti pagano le tasse e che in Italia campano bene falsi invalidi evasori fiscali e chi delinque a ogni livello
Dagli pure visibilita e' il colmo
AlfonsiPietroVincenzoRocco
Personaggio negativo? Siamo ridotti davvero male. Voi votate chi votate e pensate a questi l"personaggi negativi". I quali non sono altro che la dimostrazione che una società che funziona, fatta di persone perbene, può recuperare anche chi sbaglia. Possibilmente non in maniera irrimediabile. Se siamo ridotti così è per te e per quelli che hanno scritto messaggi come il tuo,.dei quali no.ln si sentiva certo il bisogno.
La_Grande_Inter
Ho capito contraro Zola di persona, ero un ragazzetto, in vacanza con amici in Sardegna. Ci avevano indicato una zona di villette, dandoci la descrizione di quella di Zola. Arriviamo, suoniamo al cancello, esce lui, si avvicina a piedi, ci apre e facciamo quattro chiacchiere. Persona molto semplice, alla mano, ed era già “Zola”. Un bellissimo ricordo di un vero gentiluomo. Grazie Gianfranco, ti vogliamo tutti bene.
ontheturningaway
Un grandioso calciatore ed una bellissima persona davvero
AzzurroDiSci
Ma basta con questi personaggi negativi proposti come qualcosa di positivo. Malato mentale, bandito, voleva rapire un suo conterraneo simbolo della Sardegna nel mondo, non dovrebbe nemmeno essere nominato, invece lo intervistano pure.
Questa , insieme a quella di Carrozzieri, è solo uno spreco di carta.
Il Principe Nerazzurro
Riguardo a Carrozzieri ha pienamente ragione: una intervista piena del... "nulla", mah! Invece il ragazzo descritto qui ha DAVVERO avuto dei problemi ed è un messaggio positivo la sua redenzione.