Anteprima del testo
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Lo studente illustri la relazione tra "Infrazione" e "Punizione" riscontrabile nel romanzo Frankenstein di Mary Shelley, in rapporto ai personaggi di Walton e Frankenstein. Dalle lettere iniziali indirizzate alla sorella, possiamo riconoscere in Walton il portavoce dello spirito romantico, in ragione di elementi come la dimensione divina della natura, la passione per un certo tipo di letture, la tendenza all’isolamento e al gusto per la trasgressione: l’infrazione che il personaggio di Walton si accinge a commettere è quella di superare le barriere naturali oltre alle quali l’uomo non si è mai spinto. L’esploratore pecca di orgoglio, ed un presagio della punizione cui andrà incontro per questa sua hybris si ha già nella terza lettera alla sorella. Frankenstein metterà in guardia Walton circa le conseguenze della trasgressione, riportando la sua storia: nel narrare la sua esperienza stabilisce equivalenze tra la prima storia (quella di Walton) e quella centrale. L’infrazione di Frankenstein sta nel voler emulare Dio, creando la vita: la sua sete di sapere lo porta al deperimento fisico e all’allontanamento dalla natura, specchio del divino, poiché le sue giornate sono dedicate al lavoro per portare in vita la creatura, e le sue notti sono tormentate dalla febbre. Il parallelismo tra Frankenstein e Walton “si separa” nella conclusione, nella punizione: Walton ha infatti un vago presagio della “punizione” che lo attende, mentre Frankenstein la sta già vivendo, la “punizione” di Walton si concretizza nella sequenza 16, quando la nave ha già attraversato i confini dell’ignoto, mentre quella per l’orgoglio di Frankenstein ricade sulla sua intera famiglia, sul suo migliore amico ed infine lo porta alla morte. 150. Tenendo conto della relazione fra narratori e serie degli eventi, lo studente illustri le principali sequenze narrative identificabili nel romanzo Frankenstein di Mary Shelley. Le principali sequenze narrative del romanzo sono 19. Il primo narratore che incontriamo è Walton, e le lettere alla sorella descrivono gli eventi tra la prima e la seconda sequenza (il viaggio di Walton, la prima visione del mostro, l’incontro con Frankenstein). Il racconto è quindi affidato al dottor Frankenstein, che nelle sequenze dalla 3 alla 6 descrive i suoi studi, la creazione del mostro, le disgrazie avvenute alla sua famiglia. Nella sesta sequenza Frankenstein incontra la creatura, che inizia il suo racconto, che occupa le sequenze dalla 7 alla 10 (il suo processo di acculturazione, i fallimenti nel tentativo di socializzazione, la vendetta del mostro, la sua richiesta a Frankenstein di creare per lui una compagna). Si ritorna poi alla voce di Frankenstein, per le sequenze dalla 11 alla 15, che coprono l’iniziale progetto di Frankenstein di creare un secondo mostro, progetto dal quale poi desiste, la morte dei suoi cari, l’inseguimento del mostro. Le sequenze dalla 16 alla 19, che comprendono le rispettive “punizioni” dei personaggi (Walton è in difficoltà ma infine desiste dalla sua impresa, Frankenstein va incontro alla morte) sono narrate da Walton attraverso le lettere alla sorella Miss Margaret Saville, che costituiscono la cornice esterna del racconto che nonostante l’intervento delle diverse voci narranti ha sempre la stessa destinataria. 151. Lo studente illustri i possibili significati del sottotitolo “The Modern Prometheus” scelto da Mary Shelley per il suo romanzo Frankenstein Il romanzo analizza a fondo la tematica della responsabilità morale legata alla scienza, e si pone inoltre come fantasiosa dissertazione sui principi della libertà e dei diritti umani. Frankenstein, il moderno Prometeo che si ribella all’autorità e alle imposizioni, che vuole oltrepassare i limiti della vita e della morte, viene punito per essersi spinto “troppo oltre”: non per mano degli dèi, ma in conseguenza della ribellione alla sua autorità da parte della creatura cui ha sconsideratamente dato vita, calandosi nei panni di Creatore e peccando di un orgoglio imperdonabile. La scienza in questo senso è un “dono terribile”, il rovescio della medaglia della sete di conoscenza che domina la coscienza borghese è il terrore in cui vive l’umanità che “teme di essere strangolata nei panni che essa stessa ha tessuto”. Il romanzo, seppure narri una storia “quantomai azzardata”, possiede un aspetto che lo lega alla realtà: la parvenza di verosimiglianza deriva dal possibilismo fondato sulla scienza (nella breve prefazione, la Shelley scrive che “the event on which this fiction is founded has been supposed, by Dr Darwin and some of the physiological writers of Germany, as not of impossible occurrence”).
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Quali sono i tratti distintivi della figura del Governatore nel romanzo Brave New World? Mustapha Mond, Alfa Doppio-Plus, il Governatore Mondiale per l’Europa Occidentale, è l’antagonista del romanzo Brave New World, ma incarna alcune delle caratteristiche tradizionali dell’eroe, in particolare una specie di complicità con l’autore, che gli fornisce gli argomenti giusti. Mond è il personaggio con gli argomenti più convincenti e la dialettica più ricca, ha l’onniscienza dell’uomo che ha ereditato la vecchia cultura e creato la nuova: conosce tutte le risposte, ed è tra l’altro partecipe del fascino del dissidente. Incarna intelligenza e consapevolezza. Il suo atteggiamento, per quanto paternalistico, è basato sulla convinzione di operare per il bene del suo popolo. 153. Cos’è Oceania, nel romanzo di Orwell 1984? Oceania è lo stato unico europeo con capitale Londra, uno dei tre super-stati in cui è diviso il pianeta (Oceania, Eurasia ed Estasia). In Oceania il Partito Interno, oligarchia guidata dal Grande Fratello, esercita un dominio assoluto sul Partito Esterno (la fascia intermedia della popolazione) e sui Proles (gli strati più bassi della società). I Ministeri della Verità, della Pace, dell’Amore e dell’Abbondanza si occupano dell’organizzazione della vita pubblica e privata di ogni individuo, attraverso strumenti di controllo come i teleschermi e la Psicopolizia, incaricata di scoprire e denunciare ogni minima deviazione. Lo Stato si regge sull’odio (la quasi totalità del bilancio statale viene spesa per la guerra) e sulla menzogna: secondo il doublethink, ogni cittadino deve sempre accettare ciò che dice il partito, anche se si tratta di palesi contraddizioni. I tre slogan del partito sono: war is peace/freedom is slavery/ignorance is strenght. La lingua parlata in Oceania è il newspeak. 154. Quali sono i tratti distintivi del personaggio di Lucy, nel romanzo Dracula? Lucy Westenra è descritta come una dolce, generosa ragazza di diciannove anni, è la migliore amica di Mina ed è molto sensibile alla sofferenza altrui. Ha tre pretendenti ed in più di un passaggio dimostra difficoltà nel sceglierne uno, benché poi nelle sue lettere a Mina dichiari di amare Holmwood. In vita, Lucy rappresenta tutte le qualità della donna moderna, qualità che si rovesceranno con la sua trasformazione in vampiro, quando la sua purezza diventa lascivia e la sua bellezza viene tramutata in “terribile”. Lucy è un personaggio vittima degli eventi, non ha un vero ruolo nel suo destino. 155. Chi è Mrs Saville, in Frankenstein, e quale ruolo svolge? Miss Margaret Saville è la sorella di Walton, alla quale indirizza le lettere ed il manoscritto che compongono l’intero racconto: è la destinataria costante della narrazione, sebbene questa sia costruita tramite più voci narranti che si alternano secondo una successione ad incastro. 156. Van Helsing è il co-protagonista di quale romanzo e quali sono i tratti distintivi di questo personaggio? Van Helsing è un personaggio del romanzo Dracula di Bram Stoker. Come il suo protagonista, Van Helsing è straniero (più precisamente olandese), ed è un personaggio ai limiti del folklore, uno scienziato dalla grande apertura mentale ed anche un po’ stregone se vogliamo, che in sé coniuga magia e scienza. Van Helsing è presentato come un individuo singolare, che parla un inglese sgrammaticato, e che sembra avere punti di contatto col mondo da cui origina Dracula. Mentore ed amico di Seward, questi nella sua lettera ad Holmwood lo descrive come un uomo straordinariamente brillante, filosofo e metafisico, dal temperamento d’acciaio e dall’animo gentile. L’apertura mentale di Van Helsing, a differenza dei metodici Jonathan Harker e del dott. Seward, gli permette di intuire ciò che sfugge ai parametri empirici dell’analisi. Nel corso delle sue
News from Nowhere, Or an Epoch of Rest, è un romanzo del 1890 di William Morris. Lo schema narrativo presente nel romanzo è ascrivibile alla scrittura utopica. Un uomo contemporaneo, William Guest, si reca ad una riunione e tornato a casa cade in un sonno agitato, per svegliarsi in un mondo in parte familiare ma anche straniante: è il mondo del futuro, dal quale traspare una nostalgia per un’arcadica perfezione, frutto di natura e arte. Il Nuovo Mondo si presenta come praticamente perfetto, tutti sono sereni e spensierati, ed egli riconosce con accresciuta consapevolezza lo squallore e l’ingiustizia della sua epoca. La più parte del romanzo è incentrata sulla descrizione del nuovo mondo, fondato sui principi del comunismo (Morris aveva attentamente letto “il Capitale”), un mondo dove il lavoro è un piacere. Colto da un senso di vertigine, Guest si ritrova nuovamente catapultato nella sua realtà, e dalla sua visione trarrà la forza per cercare di migliorarla. 161. In riferimento a Dracula di Bram Stoker, lo studente illustri l’importanza che le parole “folklore” e “pittoresco” rivestono nel diario di Jonathan Harker. Il romanzo inizia con il journal di Jonathan Harker, e due parole chiave delle prime pagine del suo diario sono proprio “folklore” e “picturesque”: si tratta dei filtri attraverso i quali l’inglese Harker guarda all’esotico, rappresentato in questo caso dall’Oriente. Prima di partire, Harker si è recato al British Museum per raccogliere informazioni circa la Transilvania, non riuscendo a trovare su nessuna mappa l’esatta posizione del castello di Dracula. Nelle prime pagine del diario menziona la cucina esotica, le bellezze del luogo, sia naturali che architettoniche, e come il tempo sembri dilatarsi man mano che si procede verso est. Vengono descritti anche come “pittoreschi”(...)”ma per nulla tranquillizzanti” i costumi della gente del luogo. 162. Lo studente illustri caratteristiche, differenze e funzione dei personaggi di Lucy e Mina, in Dracula di Bram Stoker. Lucy e Mina sono carissime amiche, entrambe donne piuttosto “moderne” nei costumi, ragazze disinvolte con due destini opposti. Lucy ha tre spasimanti (Seward, Quincey Morris, Arthur Holmwood) e fatica a decidersi, mentre Mina è e resta innamorata e devota a Jonathan. La seduzione da parte di Dracula, che il Conte esercita su entrambe le ragazze, avrà esiti diversi: la perdizione per Lucy, mentre Mina si salverà poiché emblema di una femminilità che veicola valori positivi. Le due eroine incarnano diversi aspetti dell’emancipazione della donna: Mina, pur essendo emancipata e dotata di grande spirito di iniziativa e forza d’animo, cerca il perdono del compagno poiché legata al ruolo di moglie (e, in potenza, a quello di madre), mentre Lucy viene corrotta dal vampiro quando è ancora nubile, il che ne decreta la perdizione poiché dopo essere stata sedotta non potrà più andare in sposa ad alcuno. Nella perdizione di Lucy gioca un ruolo anche la madre, figura che rappresenta una “donna del passato”, superficiale, che toglie i fiori d’aglio dalla stanza della figlia facilitandone la perdizione. 163. Lo studente illustri i tratti distintivi riscontrabili nella caratterizzazione del personaggio di Dracula, il vampiro. Nel personaggio di Dracula convergono molti miti, e la sua fisicità è multiforme (può ringiovanire, trasformarsi in diversi animali notturni, riconfermando la sua appartenenza ad un mondo Altro). Ritroviamo in lui innanzitutto alcuni tratti che caratterizzano la figura dell’ebreo errante con una serie di connotazioni negative legate ad una componente antisemita, presente nella caratterizzazione del vampiro (pallore e naso aquilino, volto da rapace, ricchezza). Dracula è non- morto, Nosferatu, il risultato di una contaminazione pagana, cristiana e musulmana: un’anima che non trova pace, né una sua collocazione nell’aldilà (fino alla fine del romanzo). Al contempo, alcuni critici hanno letto in Dracula una metafora del capitalismo, che “dissangua” il proletariato succube: la minaccia incarnata dal conte, secondo questa lettura, è quella del monopolio capitalistico che intacca la libertà degli individui. 164.
Lo studente illustri la funzione che il viaggiatore e l’outcast rivestono rispettivamente nei racconti utopici e distopici. Sia nei racconti utopici che in quelli distopici appare come elemento costante l’introduzione di un personaggio in qualsivoglia modo “esterno” al sistema, attraverso i cui occhi viene presentato il modello sociale in questione. Nei racconti utopici il viaggiatore descrive il mondo per osservazione diretta o sulla base di informazioni dategli da un rappresentante del mondo nuovo: egli non ha una funzione drammatica, a differenza di quanto avviene nei racconti distopici, dove troviamo la figura dell’outcast. Generalmente un contestatore, un reietto che alla fine del suo viaggio incontra la morte, la deportazione o è destinato ad essere assimilato. 165. Lo studente illustri in che senso la struttura portante dei racconti sia utopici che distopici è una struttura circolare. Lo schema tipico del racconto utopico è andata-permanenza-ritorno, cui nei racconti distopici fa da specchio la struttura integrazione-ribellione-integrazione (la vittoria del sistema sul ribelle). Per questo possiamo dire che entrambe le strutture siano circolari. 166. Lo studente indichi i principali antecedenti del primo testo propriamente utopico (Utopia di More), segnalando almeno alcuni dei tratti che li caratterizzano Il primo testo propriamente utopico, pubblicato da Tommaso Moro in latino nel 1516, è stato anticipato da molti racconti che ipotizzano l’esistenza di comunità felici, a partire da La Repubblica di Platone. Il testo non è propriamente un’utopia, ma vi si discute razionalmente delle opportunità per creare un mondo migliore: da qui il genere mutua il dialogo. Due secoli dopo, Diodoro Siculo narra nella sua Storia Universale di un’utopia che include l’idea di una giustizia uguale per tutti: il testo ha certamente influenzato Moro e Campanella. Altri antecedenti possono essere individuati in tutte quelle narrazioni religiose e mitologiche che postulano la cosiddetta “età dell’oro”, come le descrizioni dei Campi Elisi o Le opere e i giorni di Esiodo. Nel medioevo poi erano diffuse le narrazioni che descrivevano i Paesi della Cuccagna, rappresentati anche in pittura. Anche i viaggi immaginari in altri mondi costituiscono un genere parallelo che ha qualche affinità con le utopie. 167. Lo studente illustri la struttura narrativa che la maggioranza dei testi utopici presenterà a partire dal Settecento. Nel Settecento nasce innanzitutto la forma romanzesca del Novel, con Defoe, una narrazione che si presenta come realistica, con personaggi ben definiti ed una trama propria. Il nuovo format influenzerà anche le utopie successive, che abbandonano la forma pamphlettistico-dialogica in favore di una nuova struttura che si dipana secondo le modalità della fiction. A partire dal Settecento, quindi, quasi tutti i testi utopici si struttureranno in narrazioni in qualche misura avventurose, con gli elementi ricorrenti del viaggio e della visita di un personaggio del nostro mondo che si instaura in rapporto problematico col nuovo mondo. 168. Lo studente illustri i tratti distintivi del personaggio I-330, co-protagonista del romanzo distopico Noi. D-503 conduce una vita tranquilla con la compagna “iscritta per lui” e l’amico R-13, finché conosce una strana donna, I-330, una ribelle, di cui si innamora. Il fascino di I-330 incrina le certezze del protagonista. Il momento erotico tra loro, inquietante ed anarchico, è momento irrazionale di intrinseca energia. I-330 veste “gli antichi abiti irrazionali”, colorati, lontani dall’asetticità e dalle regolarità imposte, è una femme fatale che suona il pianoforte, fuma e beve assenzio. Contamina D-503 con la sua eresia, irrazionalità, e lui lentamente e dolorosamente si trasforma. Quando lo Stato Unico scopre che la fantasia può essere eliminata operando su un punto preciso del cervello, D-503 si sottopone volontariamente all’operazione, ed assiste senza battere ciglio alla morte di I, torturata sotto ad una campana di vetro alla quale viene progressivamente tolta l’aria.
Di che tipo è il rapporto che esiste fra Winston e O’Brien? Inizialmente Winston instaura (o crede di instaurare) un rapporto di amicizia con O’Brien, che egli ammira, e crede che sia un cospiratore della Fratellanza, opposizione guidata dalla mitica figura del nemico numero uno del Partito, l’ebreo Emmanuel Goldstein. Lo sguardo che si scambiano i due durante i due minuti d’odio è la scintilla che innesca la vera ribellione di Winston: se fino a quel momento ha ritenuto di essere solo, ora pensa di aver trovato un alleato, un altro contestatore. È O’Brien che fa avere a Winston il libro di Goldstein, “teoria e prassi del collettivismo oligarchico”, ma O’Brien è una spia della psicopolizia come anche Mr. Charrington, che affitta ai due amanti la stanza “sprovvista di teleschermo” ed è proprio qui che Winston e Julia vengono arrestati, in flagranza di reato. Nella terza parte del libro Winston e Julia vengono portati al Ministero dell’Amore e torturati, Winston sarà piegato al pensiero del Partito proprio da O’Brien. (They’ve got you too!- they got me a long time ago) 174. Quali elementi introdotti da Clara Reeve nella sua narrativa influenzeranno i romanzi gotici successivi? Clara Reeve introduce in letteratura un uso del soprannaturale e del terrore romantico che influenzerà i romanzi gotici successivi, in particolare la Radcliffe che riprenderà l’uso del “brivido gentile”. Gli elementi soprannaturali possono per la Reeve essere poi facilmente spiegati con argomentazioni logiche, e vengono introdotti da un intreccio di premonizioni e sogni simbolici. Il soprannaturale per la Reeve è inoltre legato al concetto di giustizia divina, ed eliminando l’eccesso di surreale tipico di altri romanzi gotici influenzerà ad esempio Sophia Lee. 175. Come si chiama il narratore di Noi e quali caratteristiche presenta? Il narratore di Noi di Zamjàtin è D-503, che sembra essere perfettamente in armonia con i meccanismi della nuova logica presentata nel testo. La descrizione di questo mondo nuovo ci viene fornita tramite una rappresentazione immediata ed autosufficiente dello stato delle cose, attraverso il libro-diario di D-503, che dà molte cose per scontate perché “per lui questo è normale, quotidiano”. Egli ragiona ed agisce secondo i meccanismi definiti dalla geometria di una nuova logica, si sente tassello di una molteplicità organica e perfetta. D-503 non soffre della sua condizione, inizia piuttosto un doloroso processo di cambiamento quando conosce I-330 e se ne innamora. Quando lo Stato Unico scopre che con una semplice operazione si può correggere ogni anomalia, D-503 vi si sottopone volontariamente: in questo romanzo la struttura circolare delle distopie si chiude con l’assimilazione del protagonista, che assiste senza battere ciglio alla tortura e alla morte di I-330, la “vera ribelle”. 176. Le storie di quali personaggi sono narrate e intersecate in Melmoth the Wanderer? La storia si apre sul giovane John Melmoth che scopre l’esistenza di un suo omonimo antenato, vissuto nel 600 ed ancora in vita, rappresentato in un quadro che lo zio morente gli impone di bruciare. John cerca di svelare il mistero che circonda il suo avo, ed in questa cornice si installano le tre storie che formano il romanzo: La storia di Stanton, che si muove tra la Spagna del 600, l’Inghilterra della Restaurazione e l’Irlanda; il racconto dello spagnolo Monçada, che si svolge a Madrid, ed il breve sogno conclusivo del vecchio Melmoth. Troviamo due tales within the tale: la Storia di Donna Ines de Cardoza, raccontata da Stanton, e The tale of Indians, di cui è protagonista la giovane Immalee: all’interno di quest’ultimo troviamo altri due racconti: the Tale of Guzman’s Family, narrato da uno straniero ad Aliaga, e il Lover’s Tale, narrato da Melmoth. L’espediente di autenticazione utilizzato da Maturin per questa pluralità di storie è quello dei manoscritti ritrovati, sempre lacunosi e frammentari. Nè la storia di Monçada (che non narra tutte le vicissitudini che lo hanno portato a naufragare sulle coste d’Irlanda) né quella dell’Uomo errante (la cui morte possiamo solo ipotizzare) hanno una conclusione. 177. In quale romanzo distopico incontriamo le razze degli Eloi e dei Morlocks e quale relazione esiste fra di loro?
Eloi e Morlocks sono le due razze contrapposte che popolano il mondo distopico del futuro proposto da H. Wells in The Time Machine (1895), suo capolavoro indiscusso. I fragili, “childlike” Eloi sono gli eredi delle aristocrazie parassitarie che Wells descriverà poi in When the Sleeper Wakes (1898-99), mentre i Morlocks sono i bestiali eredi dei lavoratori sfruttati, che in The Time Machine escono dalle viscere della terra per predare gli Eloi e cibarsene. I Morlocks si impadroniscono della macchina del tempo, ed il Viaggiatore deve recuperarla per cercare di tornare al suo mondo: rischia la vita, come accadrà in diversi romanzi distopici. 179. In cosa differisce il sublime di Boileau da quello di Longino? Nel trattato Del Sublime, Peri Hypsous, Longino ne parla nell'accezione di stile retorico e ne enumera le qualità: arditezza di pensiero, potere di eccitare le passioni a livello patetico, lodando il genio irregolare contro i mediocri che si uniformano alle regole. Il trattato sarà riscoperto e tradotto da Boileau nel 1674, e nella prefazione egli distingue il sublime dallo stile sublime: per Boileau il sublime è anche una forma di pensiero che “eleva, rapisce, trasporta”. Pertanto il sublime si presenta ora come una categoria psicologica oltre che stilistica. Per rapire non è necessario uno stile elevato, al contrario può risultare più efficace la semplicità. Da questo momento in poi, e con la codifica in termini filosofici fattane da Locke la riflessione si svolgerà intorno ai due poli delle Idee e del Pathos (immaginazione e passione): quando l’accento è messo sull’immaginazione ci si troverà davanti ad un sublime ideale, quando è posto sulla passione si ha un sublime patetico. 180. Quale differenza fa Burke, nel suo trattato sul Bello e il Sublime, fra Pleasure e Delight? Pleasure e delight sono le due facce del piacere: Burke utilizza il termine pleasure per indicare il piacere positivo, delight per quello “negativo”, generato dalla possibilità di evitare un pericolo, un dolore trattato A philosophical enquiry- into the origins of our ideas of the sublime and beautiful ribalta la concezione secondo la quale il sublime eleva l’animo, mentre il terrore lo fa sprofondare, affermando che qualunque cosa possa suscitare idee di dolore e pericolo è una fonte del sublime. L’oscurità, la grandezza, la paura, generano dapprima “astonishment”, lo stato d’animo in cui regna un certo grado di orrore. il sublime terrorizza in quanto minaccia, ma al contempo diletta poiché è posto ad una certa distanza, tale da far sì che non costituisca un effettivo pericolo. Attraverso il terrore il sublime viene collegato alla sofferenza e per estensione alla morte. 181. Cosa s’intende per revival gotico? il termine “gotico”Nasce per riferirsi ai “Goti”, il che implicava una connotazione di “barbarico” in opposizione alla civiltà della Roma imperiale. Nel XVII- XVIII sec. divenne sinonimo di ‘teutonico’, e si registra uno spostamento verso il campo storico: indica quindi qualcosa di medievale, ed il termine si contrappone quindi a “classico”. Avendo “classico”connotazioni che riguardavano qualcosa di ordinato, puro e semplice, “gotico” venne utilizzato per contrasto per indicare il caotico, l’involuto, l’eccessivo, l’irregolare. Lo sviluppo di una sensibilità antagonista a quella classica fece sì che “il primitivo, il barbarico” venissero considerati ora qualità, portatrici di un’energia della quale la cultura inglese aveva assoluto bisogno. L’accento si sposta quindi sull’immediatezza, l’imprevedibilità, la crudezza. Il Gothic Revival è caratterizzato da un gusto sentimentale della decadenza, dal recupero di un passato rivissuto con nostalgia, malinconia e crescente inquietudine. Il Gothic revival interessa naturalmente anche l’architettura: nel 1750 Walpole inizia i lavori per la costruzione della sua dimora, Strawberry Hill, che divenne una meta turistica, creando una moda: decine di castelli gotici furono costruiti nella seconda metà del 700. La critica contemporanea attaccava i romanzi gotici in quanto privi di capacità di edificazione spirituale e morale, e Jane Austen scrive una parodia del romanzo gotico: Northanger Abbey (iniziato nel 1798 ma pubblicato postumo nel 1818).
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Quale arco cronologico copre il racconto delle “avventure” di Melmoth? Con le sue molteplici storie frammentate e che restano aperte, il romanzo copre i due secoli dalla seconda metà del Seicento ai primi dell’Ottocento, in modo naturalmente non omogeneo. I continui salti temporali e spaziali e le digressioni costringono il lettore ad un’operazione simile a quella del giovane Melmoth che deve ricomporre i pezzi che costituiscono la storia del suo avo. Anche a livello spaziale il romanzo è incredibilmente fluido, spostandosi tra Irlanda, Spagna, Germania, Inghilterra ed India, per poi chiudersi nuovamente in ambienti chiusi e soffocanti. 188. In che senso Frankenstein di Mary Shelley è un racconto a “scatole cinesi”? L’intreccio del romanzo è organizzato secondo una successione ad incastro, con diversi narratori (Walton, Frankenstein, il Mostro, nuovamente Frankenstein, la conclusione di Walton che scrive alla sorella): l’intreccio si può così definire poiché i vari frammenti della storia hanno di volta in volta un narratore diverso ed un diverso destinatario diretto (nonostante la costante del destinatario indiretto, Margaret Saville). Non vi è traccia dell’autore onnisciente, e le lettere di Walton alla sorella fungono da cornice esterna. In questo complesso intreccio possiamo individuare tre storie principali: la storia di Walton, la storia di Frankenstein e quella del Mostro. 189. Dove e come si conclude il romanzo Frankenstein? Il romanzo si conclude con le lettere di Walton alla sorella, in cui riflette sul racconto di Frankenstein, appena conclusosi, e le comunica che teme un ammutinamento da parte dei suoi marinai, stremati dalle condizioni dell’Artico. Nel frattempo, la salute di Frankenstein peggiora, ma sembra ritrovare per un attimo le forze per un accorato discorso in cui incita i marinai a non desistere dalla loro impresa, a non “tornare dalle loro famiglie da codardi”. Walton infine cambia idea, e decide di tornare in Inghilterra. Frankenstein, esausto, spira e Walton incontra il mostro che confessa di aver un tempo sperato di trovare qualcuno al mondo che potesse amarlo per le sue qualità, a dispetto delle apparenze, ma che questa speranza è morta in seguito ai crimini da lui commessi. Capisce il punto di vista di Walton, ma sottolinea che non potrà mai odiarlo tanto quanto lui ha orrore di sé stesso. Il romanzo si chiude dove è iniziato, tra i ghiacci dell’Artico dove al termine del suo breve racconto il mostro troverà, presumibilmente, la morte. 190. Nella lettura socio-economica di Dracula proposta da Moretti, cosa rappresenterebbe il vampiro? Nel saggio “La Dialettica della Paura”, Franco Moretti fornisce un’interpretazione del mostro di Frankenstein e Dracula legata alla paura della civiltà borghese, leggendo nelle due figure gli estremi dell’operaio e del capitale. Il Dracula di Stoker è un imprenditore razionale che investe la sua fortuna per espandere la propria signoria. Dracula è un aristocratico “sulla carta”: non ha servitù, si occupa da solo del castello, non è sfrenato nel consumo. nemmeno la sua violenza ha come fine il piacere, non spreca neanche una goccia di sangue. È un asceta che non si abbandona al piacere di sperperare i suoi beni, nonostante sia davvero molto ricco (Harker trova “un gran mucchio d’oro”, di ogni provenienza, coperto da un sottile strato di polvere). È un accumulatore: Dracula è spinto ad una crescita continua, come il capitale, e le sue azioni sono finalizzate all’istituzione di un “nuovo ordine di cose”, spinto dalla maledizione del potere, un obbligo al quale non può sottrarsi: è obbligato dalla sua maledizione a mietere sempre nuove vittime, come il capitalista è obbligato ad accumulare. L’orrore, per la coscienza borghese, nasce dal fatto che il vampiro, come il monopolio, possa legare a sé le sue vittime per sempre, cancellando ogni speranza di ritorno alla propria indipendenza, alla libertà individuale. 191. Quali sono i personaggi non britannici in Dracula?
I personaggi non britannici, in Dracula, sono: lo stesso Conte, incarnazione del monopolio che è visto come un fenomeno estraneo alla storia inglese, Quincey Morris e Van Helsing. Entrambi questi personaggi sono legati in qualche modo al “mondo” del vampiro. Quincey è un americano che ha già avuto contatti con pipistrelli che si nutrono di sangue, durante un suo viaggio nella Pampa. Sebbene venga descritto in toni amabili, un alone di mistero circonda il suo personaggio, ma non desta mai alcun sospetto. Una possibile lettura è che in realtà Morris sia in concorrenza con Dracula nella conquista del Vecchio Mondo, ed infatti è americano, ma non ci viene presentato come un vampiro: l’America è un prodotto dell’Inghilterra, ed il male (il monopolio) non può essere descritto dall’inglese Stoker come figlio diretto della sua patria, ma deve essere visto come “esotico”, orientale, una minaccia che viene “da fuori”. Van Helsing è olandese, ed è un personaggio ai limiti del folklore, uno scienziato dalla grande apertura mentale ed anche un po’ stregone se vogliamo, che in sé coniuga magia e scienza. Ci viene presentato come un individuo singolare, che parla un inglese sgrammaticato, e che sembra avere punti di contatto col mondo da cui origina Dracula. L’apertura mentale di Van Helsing, a differenza dei metodici Jonathan Harker e del dott. Seward, gli permette di intuire ciò che sfugge ai parametri empirici dell’analisi, di capire cos’è veramente un vampiro. 192. Quali sono i tratti “non aristocratici” che Jonathan individua in Dracula e nel suo stile di vita? Jonathan nota che il Conte innanzitutto non ha servitù: gestisce interamente da solo il castello, e questo è perfettamente coerente con l’immagine del vampiro come accumulatore, che non ricorre ai servigi di alcuno per non intaccare il suo patrimonio. Inoltre Dracula non si dedica ad alcun piacere edonistico, vive nell’austerità e persino quando si nutre non lo fa per piacere, ma per necessità, non sprecando nemmeno una goccia di sangue. 193. Chi è l’autore dell'opera New Atlantis e quali caratteristiche mostra la società che vi è rappresentata? New Atlantis è un’opera ascrivibile al genere del racconto utopico di Francis Bacon, rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1627. Bacon vi traduce in forma narrativa i principi enunciati nei suoi scritti filosofici. Un gruppo di marinai scopre un’isola ignota situata nei mari del sud, Bensalem (la Nuova Atlantide) e viene accolto dalla popolazione locale, di cui viene elogiato l’elevatissimo grado di civiltà. È probabile che Bacon si sia ispirato ad Utopia di More ed a La città del Sole di Campanella, ma a differenza di questi il tema centrale è il potere che deriva all’uomo dalla scienza, fondata sullo studio della natura ( e sul metodo induttivo ). La società felice di Nuova Atlantide infatti si basa sul sapere scientifico, finalizzato all’utilità sociale, ed il suo cuore è la Casa di Salomone, un collegio di scienziati divisi in gruppi che indagano le cause ed i segreti moti delle cose (istituzione che sarà poi di ispirazione per la costituzione della Royal Society). La Nuova Atlantide esemplifica un paradosso tecnologico traducendolo nelle forme di una società ideale. 194. Chi è l’autore del romanzo Erewhon, a quale genere è ascrivibile e perché? Erewhon, or Over the Range, è un’utopia satirica pubblicata nel 1872 e scritta da Samuel Butler. Narra del viaggio del protagonista nel paese immaginario di Erewhon: un giovane esploratore inglese si spinge accompagnato dall’indigeno Chowbok fino ad una remota regione abitata da persone sane, robuste, belle e pacifiche. Il romanzo presenta molti elementi dei mondi capovolti, a cominciare dai nomi degli ospiti del protagonista, Nosnibor e Yram. La malattia, ad esempio, viene ritenuta un atto immorale mentre ai malfattori è riservato un trattamento di cura, senza biasimo. Il nucleo del romanzo è costituito da una serie di articoli che Butler scrisse per un giornale neozelandese, dove visse per quattro anni. Erewhon combina elementi tipici del romanzo utopico con altri propri del viaggio immaginario e della tradizione picaresca, ed è fortemente satirico nei confronti della Chiesa, dell’istruzione inglese, della teoria darwiniana e dell’ipocrisia vittoriana. Un altro elemento ricorrente in vari testi contemporanei e successivi è la perdita dei
I romanzi gotici sono caratterizzati da ambientazioni arcaiche e periferiche, a volte esotiche (mai sostenute da un vero lavoro di ricerca). Lo spazio chiuso si dipana sempre tra castelli, abbazie, prigioni ed angusti sotterranei, contrapposti ad una natura che (quantomeno alle origini del genere) si dimostra sempre benevola, un rifugio per l’eroina vessata. L’ambientazione spaziale e temporale rappresenta uno stato primitivo della società, cui si oppone l’Inghilterra vista come luogo di razionalità, progresso e giustizia sociale. In questo senso, l’ambientazione assume anche una precisa connotazione valoriale. 05. Guardando ai romanzi del così detto “gotico originario”, quale uso in essi viene fatto del soprannaturale? Le ambientazioni dei romanzi gotici originari custodiscono un segreto del passato, che assume la forma di fantasmi, spettri, mostri e figure liminali tra la vita e la morte (vampiri, licantropi) e che costituisce una minaccia fisica o psichica per i personaggi. Il ritorno del represso, nella letteratura gotica, deve essere sublimato da un filtro: da qui il “mostro”. Si assiste ad un’oscillazione tra il rispetto delle leggi naturali e la loro infrazione, ed in alcuni autori (si pensi ad esempio alla Radcliffe e alla Reeve) è palese l’obiettivo di renderlo razionalmente spiegabile, mentre in altri il soprannaturale è assolutamente irrazionale (es. Maturin e Lewis), in altri ancora (Shelley) si fonda sul possibilismo scientifico. 06. Quali sono i romanzi più significativi riferibili al così detto “gotico originario”, da chi sono stati scritti e quando? Fra i romanzi più significativi riferibili al “gotico originario” sono sicuramente da annoverare: The Castle of Otranto di Horace Walpole (1764); The Old English Baron di Clara Reeve (1777); The Recess di Sophia Lee (1783-85); Vathek di William Beckford (1782-86); The Mysteries of Udolpho (1794) e The Italian di Ann Radcliffe (1797); The Monk di M. Lewis (1796); Frankenstein di Mary Shelley (1818); Melmoth the Wanderer di Charles R. Maturin (1820); Confessions of a Justified Sinner di James Hogg (1824) 02. Quali elementi contraddistinguono il “giardino all’inglese”? Il giardino all’inglese rifiuta la regolarità geometrica dei giardini all’italiana, molto diffusi nel Rinascimento e nell’epoca barocca. Il nuovo gusto pittoresco trova piacevolezza nell’irregolarità: tipici del giardino all’inglese sono i dislivelli, i vialetti tortuosi, la disposizione irregolare delle piante e degli elementi scenografici, la ricerca della varietà e di un "gradevole disordine" che suscita un'emozione guidata da un'armonia di fondo. Il landscape gardening, con le sue linee tortuose, riflette l’ansia di infinito ed il desiderio di libertà del periodo romantico. Uno dei massimi esponenti della nuova arte dei giardini, in Inghilterra, fu Lancelot Brown. 03. 01. Cosa intende Addison quando parla di pleasing astonishment? / Chi è l’autore di The Pleasures of the Imagination, quando e dove furono pubblicati?/ Cosa intende Addison quando parla di “piaceri primari” e “piaceri secondari “e dove teorizza tale differenza? Addison pubblica una serie di saggi sui piaceri dell’immaginazione nel 1712 su The Spectator. I piaceri primari derivano dagli oggetti che si trovano davanti ai nostri occhi (natura, giardinaggio, architettura), mentre i piaceri secondari derivano da oggetti richiamati alla nostra memoria (scultura, pittura, letteratura e musica). I primi sono superiori ai secondi poiché l’arte e le sue produzioni non possono eguagliare la grandezza della natura. La nostra mente è attratta dal nuovo, dalla grandezza, da ciò che la sovrasta e ci fa cadere in uno stato di pleasing astonishment. Il piacere del bello è quello della simmetria, dell’ordine, mentre quello del “grande” (noi potremmo dire “sublime”, ma Addison non usa questo termine) è la difformità. Seppur l'autore miri ad una sensibilità in equilibrio tra bello e sublime, reputa
comunque il primo superiore al secondo. È inoltre da rilevare come releghi il pathos in secondo piano rispetto all’immaginazione, trascurando l’”effetto sentimentale”. 01. In che modo Edmund Burke concettualizza e definisce il bello e la bellezza nel suo A Philosophical Enquiry into the Origins of Our Ideas of the Sublime and Beautiful?/In che modo Edmund Burke concettualizza e definisce il Sublime nel suo A Philosophical Enquiry into the Origins of Our Ideas of the Sublime and Beautiful? Per Burke la bellezza è una qualità oggettiva dei corpi, che agisce sulla mente umana attraverso i sensi ed implica qualità come la piccolezza, la levigatezza, la delicatezza, la purezza. Il sublime, al contrario, implica vastità, trascuratezza, predomina il non-finito, e prospera nell’oscurità. 03. Quale passione, secondo Burke, è prodotta dalla Bellezza e quali sono le sue caratteristiche e implicazioni? La passione che Burke associa alla Bellezza è l’amore, la forza che deve interdire la libera manifestazione della libido, opera in direzione di una sua canalizzazione in forme compatibili con la morale, sublimandola. L’amore si arresta al di qua dell’Eros, consente la sopravvivenza dell’uomo come soggetto sociale, etico, e determina la piacevolezza che deriva da tenerezza, affetto, sympathy. 01. In che modo il soprannaturale è presente nel romanzo The Old English Baron, a Gothic Story? L’autrice (Clara Reeve) crea un tessuto di premonizioni e sogni volti ad introdurre un senso di mistero che alla fine potrà essere spiegato con argomentazioni logiche, il che influirà sullo sviluppo del romanzo gotico (pensiamo, per esempio ad Ann Radcliffe) per quanto riguarda l’uso del soprannaturale e del terrore romantico. In The Old English Baron l’elemento soprannaturale non dipende più solo da avvenimenti inconsueti ma da stati psicologici soggettivi, ed è fortemente legato al tema della giustizia divina. 02. Qual è il titolo del romanzo gotico di ambientazione orientale scritto da Beckford, quali sono i tratti distintivi del personaggio eponimo e in che modo, nel testo, vengono ripresi e riutilizzati i moduli stilistici e narrativi della favola orientale? Vathek (1782, in francese, 1786 in inglese) è un califfo protagonista dell’omonimo romanzo che dona una coloritura esotica alle atmosfere gotiche, costruito sui moduli narrativi e stilistici della favola orientale (genere molto diffuso nel Settecento), qui però volti ad enfatizzare la fantasia più sfrenata anziché essere utilizzati a fini didattici. Il protagonista, inquieto ed insoddisfatto, intraprende un viaggio spinto dall’ansia di conoscenza e dall’attrazione per il mistero ed il tenebroso. Beckford sfrutta l’ambientazione orientale per creare fantasie surreali, sfarzose ed esagerate. 03. Chi sono Onuphrio Muralto e William Marshal e che relazione hanno con la genesi del romanzo di Walpole The Castle of Otranto? La prima edizione di The Castle of Otranto (1764) era intitolata “The Castle of Otranto. A Story, Translated by William Marshal, Gent. from the Original Italian of Onuphrio Muralto, Canon of the Church of St. Nicholas at Otranto”: Walpole utilizza l’espediente del manoscritto ritrovato e manipolato per dare legittimazione alla sua storia, che sarebbe quindi stata originariamente narrata in un manoscritto redatto a Napoli nel 1529 dal vescovo Onuphrio Muralto e poi tradotta in inglese da un certo William Marshal. 04. Chi è l’autore/autrice di The Old English Baron, a Gothic Story, quando è stato pubblicato, dove è ambientato e in che relazione si pone con The Castle of Otranto?
libro. The Monk definisce un modello di Gothic Novel che troverà nel Melmoth di Maturin la sua elaborazione più estrema. 0 1. Quale espediente di autenticazione utilizza Maturin in Melmoth the Wanderer e quali caratteristiche presentano i documenti di volta in volta proposti dall’autore? L’espediente di autenticazione utilizzato da Maturin per la pluralità di storie che compongono il racconto è quello dei manoscritti ritrovati, sempre lacunosi e frammentari: i documenti, ritrovati in stanze buie, raccontano storie di segregazione in luoghi soffocanti, e non sono mai completi, determinando salti temporali e logici, vuoti ed ellissi in quello che dovrebbe essere il continuum narrativo. 02. In che modo si articola, a livello di trama, il romanzo Melmoth the Wanderer? La storia si apre sul giovane John Melmoth che scopre l’esistenza di un suo omonimo antenato, vissuto nel 600 ed ancora in vita, rappresentato in un quadro che lo zio morente gli impone di bruciare. John cerca di svelare il mistero che circonda il suo avo, ed in questa cornice si installano le tre storie che formano il romanzo: La storia di Stanton, che si muove tra la Spagna del 600, l’Inghilterra della Restaurazione e l’Irlanda; il racconto dello spagnolo Monçada, che si svolge a Madrid, ed il breve sogno conclusivo del vecchio Melmoth. Troviamo due tales within the tale: la Storia di Donna Ines de Cardoza, raccontata da Stanton, e The tale of Indians, di cui è protagonista la giovane Immalee: all’interno di quest’ultimo troviamo altri due racconti: the Tale of Guzman’s Family e il Lover’s Tale. L’espediente di autenticazione utilizzato da Maturin per questa pluralità di storie è quello dei manoscritti ritrovati, sempre lacunosi e frammentari. Nè la storia di Monçada (che non narra tutte le vicissitudini che lo hanno portato a naufragare sulle coste d’Irlanda) né quella dell’Uomo errante (la cui morte possiamo solo ipotizzare, poiché è stato rinvenuto solo il fazzoletto che portava al collo) hanno una conclusione. Monçada e John Melmoth rientrano in salotto, atterriti. 01. Quali opere e quali scrittori entrano a far parte, ricontestualizzati, del tessuto narrativo del romanzo Melmoth the Wanderer? Nel romanzo di Maturin rientrano una pluralità di opere ed autori con citazioni che diventano quasi riscritture. Alcune di esse sono plateali, come il dialogo di Isidora/Melmoth che riprende la scena del balcone di Romeo and Juliet, ed in generale sono frequenti le riprese da Shakespeare. Troviamo inoltre un’occorrenza altissima di frasi tratte dalla Bibbia, nonché una costante presenza di autori classici (Omero, Virgilio, Plinio, Zenone, Seneca, Giovenale) e anche di autori inglesi (Jonson, Milton, Dryden, FIelding, Sterne, Gray, Pope..). Infine sono riprese anche le letterature europee: Dante, Metastasio, Cervantes, Perrault, Diderot (sono rimodellate sulla Religieuse di Diderot, per esempio, alcune pagine della biografia di Monçada). 01. Di quale romanzo è protagonista Lord Ruthven e quali tratti contraddistinguono il personaggio? Lord Ruthven è il protagonista di The Vampyre, di John Polidori, romanzo che introduce la creazione letteraria della figura del vampiro “romantico”, intelligente, raffinato, immortale. Lord Ruthven è un aristocratico che frequenta i migliori salotti londinesi, un crudele seduttore di fanciulle indifese e al contempo un essere inquieto ed errante, senza radici né affetti: il precursore di Dracula. 01. Quali sono i tratti distintivi di Quincey, in Dracula, e qual è il tono con il quale viene normalmente descritto?
Quincey Morris viene descritto con toni amabili, incarna la tipologia del sempliciotto generoso ed altruista, a tratti descritto con accenti caricaturali. Americano, giovane e ricco, a differenza di Jonathan che viaggia per lavoro egli sta compiendo un Grand Tour in Europa. Durante il suo viaggio ha già avuto un incontro con i bevitori di sangue: attraversando la Pampa ha dovuto abbattere il suo cavallo, caduto vittima dei pipistrelli vampiri. Ha un ruolo determinante nella morte di Dracula, ma a seguito delle ferite riportate sarà l’unico dei suoi oppositori a morire. 02. Quali sono i tratti che contraddistinguono Van Helsing, in Dracula? Van Helsing è un medico olandese, che a differenza di Seward non cerca di razionalizzare ogni cosa: è un personaggio ai limiti del folklore, che racchiude in sé scienza e magia. Vi leggiamo quindi anche una velata critica ai limiti della scienza: sarà proprio questo personaggio, a tratti bizzarro ma dotato di una notevole apertura mentale, ad avere un ruolo determinante nella sconfitta del Vampiro. Van Helsing riconosce l’esistenza di un’anima e di un inconscio, e di un Male che non può essere compreso e soggiogato con semplici strumenti empirici. 01. Qual è il “sistema” degli emittenti narrativi in Dracula? la struttura narrativa di Dracula si basa su lettere, telegrammi, estratti di giornale ed il journal di Harker, con cui si apre il romanzo. La narrazione in Dracula è affidata ai soli inglesi: lettere, diari, appunti, articoli, telegrammi, che non riportano mai il punto si vista degli unici personaggi stranieri (Dracula, Morris, Van Helsing). A metà romanzo Van Helsing deve spiegare cosa sia un vampiro, e lo fa nel suo inglese imperfetto: solo quando questa nozione sarà stata tradotta nel codice linguistico e culturale degli inglesi la narrazione potrà tornare ad avanzare, verso una vittoria ormai sicura. Nella seconda parte del romanzo non si hanno più diverse versioni di uno stesso episodio, ma si passa ad un narratore “collettivo”. 02. Chi è l’autore/autrice di The Man in the Moone, quando fu pubblicato il testo, chi ne è il protagonista e quali peripezie affronta? /Quali sono le caratteristiche del mondo lunare descritto in The Man in the Moone e quale parte del testo occupa tale descrizione? The Man in the Moone è stato pubblicato nel 1638, cinque anni dopo la morte dell’autore, Francis Godwin. Il racconto viene presentato come una traduzione di un originale spagnolo scritto da un certo Domingo Gonsales, costretto a fuggire dal suo Paese dopo aver ucciso un uomo in duello. Dopo aver passato alcuni anni nelle Indie Orientali, dove fa fortuna, decide di tornare in patria ma poiché gravemente malato viene sbarcato sull’isola di Sant’Elena, dove vivono degli strani cigni in grado di librarsi in volo trasportando enormi pesi. Superata la malattia, il protagonista inventa una macchina volante ispirata ai cigni, ed intraprende un viaggio verso la luna. Il racconto di questo viaggio occupa la seconda parte del testo. Sulla luna scopre un mondo utopico dove ogni cosa è grande il doppio rispetto a quanto non sia sulla terra, e descriverà in dettaglio le regole dei cristiani che lo abitano, i Seleniti, che vivono in pace ed armonia. Non conoscono la pena di morte e la struttura politica e civile è ordinata e razionale, in virtuoso contrasto con la società contemporanea. 01. Chi è l’autore/autrice di The Coming Race, quando fu pubblicato il testo e quali sono i tratti distintivi del mondo che vi è descritto? The Coming Race è un romanzo utopico scritto nel 1871 da Lord Edward Bulwer-Lytton, inizialmente edito in forma anonima. Presenta molti tratti distintivi sia dell’utopia satirica che dell’antiutopia. Il narratore viene in contatto con una razza molto evoluta, i Vril-ya, caratterizzati in maniera molto simile agli angeli: sopravvissuti al Diluvio, abitano la Terra Cava, sfruttando una misteriosa forma di energia chiamata Vril, in grado di dar loro poteri straordinari. La società dipinta dall’autore accosta elementi auspicabili a tratti inquietanti (come l’intenzione dei Vril-ya di conquistare il mondo e distruggere la razza umana). Il romanzo ebbe da subito enorme successo, e fu recepito da molti come una realistica manifestazione di verità occulte, da altri come il resoconto della vita su Atlantide, il continente perduto.