(cache)Social media vietati ai minori di 15 anni in Danimarca

Chiuso il sito 12ft.io che aggirava i paywall

Il sito 12ft.io che permetteva di aggirare il paywall e quindi di accedere ai siti senza abbonamento è stato chiuso grazie alla News/Media Alliance.
Chiuso il sito 12ft.io che aggirava i paywall
Il sito 12ft.io che permetteva di aggirare il paywall e quindi di accedere ai siti senza abbonamento è stato chiuso grazie alla News/Media Alliance.

La News/Media Alliance, associazione che rappresenta oltre 2.200 editori statunitensi, ha ottenuto la chiusura del sito 12ft.io (12ft Ladder) che permetteva di aggirare il paywall e quindi di accedere agli articoli online senza abbonamento. Quest’ultimo rappresenta una fonte di entrate alternativa o aggiuntiva alle inserzioni pubblicitarie.

Crollo di visite e guadagni per gli editori

Come dimostrano i dati pubblicati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), la vendita delle copie cartacee dei quotidiani continua a diminuire, mentre aumenta quella delle copie digitali. Queste ultime rappresentano quindi un’importante fonte di entrate.

Quasi tutti gli editori (anche quelli italiani) offrono articoli gratuiti e alcuni articoli a pagamento. Nel primo caso è tuttavia necessario accettare i cookie per consentire le inserzioni personalizzate (il Garante della privacy ha avviato una consultazione su tale modello di business che ENPA e EMMA considerano legale). Nel secondo caso deve essere sottoscritto un abbonamento.

Il paywall verrà probabilmente più utilizzato, in quanto Google ha deciso di integrare funzionalità AI nel motore di ricerca (AI Overview e AI Mode), il cui impatto sul traffico verso i siti è già piuttosto evidente. Gli utenti leggono i riassunti degli articoli e non visitano più la fonte. Recentemente sono stati aggiunti anche alla funzionalità Discover (al momento solo negli Stati Uniti).

Per aggirare il paywall sono nati diversi tool, uno dei quali era 12ft.io sviluppato da Thomas Millar nel 2022. L’ingegnere del software ha aperto il sito dopo aver notato che 8 dei primi 10 link su Google erano a pagamento. Con 12ft.io era possibile visualizzare le pagine web senza pubblicità, tracker o pop-up, camuffando il browser da web crawler e garantendo quindi l’accesso agli articoli senza pagare l’abbonamento.

Millar aveva iniziato a chiedere il pagamento di un abbonamento per coprire i costi del tool. La versione Pro costava 12 dollari/mese. In pratica era meglio pagare gli editori. In seguito alla segnalazione di News/Media Alliance, il sito 12ft.io è stato chiuso dal provider di hosting il 14 luglio. L’associazione, che considera Google AI Mode un furto, promette di adottare simili azioni contro altri tool che aggirano il paywall.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
20 lug 2025
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Social media vietati ai minori di 15 anni in Danimarca

Il governo danese ha comunicato che verrà proposta una legge per vietare l'accesso ai social media agli utenti con età inferiore a 15 anni.
Social media vietati ai minori di 15 anni in Danimarca
Il governo danese ha comunicato che verrà proposta una legge per vietare l'accesso ai social media agli utenti con età inferiore a 15 anni.

La Danimarca potrebbe essere il primo paese europeo a limitare l’uso del social media. Il governo ha annunciato un accordo politico tra i vari partiti che prevede il divieto di accesso ai minori di 15 anni. La legge dovrà essere approvata dal Parlamento e firmata dal Re. Un simile ban entrerà in vigore il 10 dicembre in Australia per i minori di 16 anni.

Verifica dell’età anche in Danimarca

In base al Digital Services Act, le piattaforme devono impedire l’iscrizione ai minori di 13 anni. Il governo danese vuole alzare la soglia a 15 anni. Caroline Stage, Ministro della digitalizzazione, ha dichiarato che il 94% degli utenti con meno di 13 anni ha un profilo su almeno un social media. Quelli con età inferiore a 10 anni sono oltre il 50%.

La quantità di tempo che trascorrono online, la quantità di violenza e autolesionismo a cui sono esposti online è semplicemente un rischio troppo grande per i nostri figli. Le Big Tech hanno una quantità assurda di denaro a disposizione, ma semplicemente non sono disposti a investire nella sicurezza dei nostri figli, a investire nella sicurezza di tutti noi.

L’accordo politico è stato raggiunto tra i partiti di destra, centro e sinistra, ma è ovviamente necessaria l’approvazione a maggioranza in Parlamento. Ciò non avverrà in tempi brevi (quasi certamente non prima del 2026), in quanto devono essere chiariti diversi aspetti.

Innanzitutto occorre stabilire quali social media dovranno rispettare la legge. Devono inoltre essere predisposte norme a prova di “scappatoia”, ovvero obblighi che le piattaforme non potranno aggirare. L’unica certezza è l’età minima: 15 anni. Gli utenti con età compresa tra 13 e 15 anni potranno accedere ai social media solo con il consenso dei genitori.

Il problema principale è la verifica dell’età. In Danimarca quasi tutti i cittadini con età superiore a 13 anni possono utilizzare un sistema di identificazione elettronica e presto verrà annunciata un’app dedicata. Il Ministro ha specificato che non è possibile imporre l’uso dell’app, ma le aziende saranno obbligate ad implementare un metodo efficace per la verifica dell’età.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in Italia è stata scelta per testare l’app europea. Non sarà disponibile prima del 2026, quindi i siti per adulti dovranno utilizzare soluzioni di terze parti a partire da domani.

Fonte: Engadget
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Pubblicato il
11 nov 2025
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