[Tecnico] A proposito degli adblocker

    Se sei stato reindirizzato automaticamente qui, è perché il nostro codice ha rilevato che stai usando un metodo di blocco della pubblicità.

    Se vuoi navigare su YouMath senza pubblicità, puoi diventare Supporter. Avrai anche accesso a contenuti riservati e, soprattutto, sosterrai il nostro lavoro.

    In alternativa, se preferisci, ti basta aggiungere youmath.it all'elenco delle eccezioni del tuo sistema di adblocking, sia esso un'estensione del browser, o un sistema di blocco imposto da una VPN o da un antivirus.

    Se decidi di disabilitare il blocco, dopo averlo fatto puoi riprendere la navigazione.

    Se hai un account Supporter attivo, puoi loggarti qui.


    Questa pagina si rivolge:

    1. a chi ha problemi tecnici nell'aggiunta di YouMath.it all'elenco delle eccezioni della propria estensione (whitelisting);
    2. a chi potenzialmente è stato rilevato come falso positivo (spoiler: molto poco probabile);
    3. alle curiose e ai curiosi (che utilizzano un'estensione di adblocking);
    4. a chi vuole navigare senza pubblicità.

    Prima le faccende tecniche, poi le questioni filosofiche. ;)

    Ho disabilitato l'estensione / ho aggiunto YouMath all'elenco delle eccezioni, ma continuo a vedere il blocco

    Qualche raccomandazione.

    1. Assicurati che non ci sia un'ulteriore estensione, magari non propriamente contrassegnata come adblocker, che effettua un blocco delle pubblicità su YouMath. Nel caso, sarebbe sufficiente aggiungere YouMath anche nella whitelist dell'altra estensione. Se utilizzando un altro browser privo di estensioni non visualizzi il blocco su YouMath, la A) è l'opzione più probabile.

      Attenzione ai casi particolari:

      - alcune estensioni di adblocking esercitano il blocco anche in condizione di whitelisting, perché non funzionano come previsto. Questo caso si manifesta in alcune delle estensioni meno blasonate;

      - in presenza di più estensioni di adblocking, tutte in condizioni di whitelisting, può comunque esercitarsi il blocco a causa di mutua interferenza;

      - se, utilizzando un altro browser completamente privo di estensioni, continui a visualizzare il blocco su YouMath, ti rimandiamo a B), C) e D).

    2. Assicurati che non ci sia un programma esterno al browser tale da implementare un blocco delle pubblicità (come ad esempio Kaspersky). In tale eventualità aggiungere YouMath all'elenco delle eccezioni di quel programma dovrebbe risolvere l'inconveniente.

    3. Discorso analogo nel caso tu stia utilizzando una VPN che implementa un blocco delle pubblicità.
    4. Discorso analogo per chi, magari senza una completa cognizione di causa e magari dimenticandosene in seguito, ha seguito una guida online che suggeriva di aggiungere delle istruzioni di blocco al file di hosts del proprio dispositivo o di modificare la configurazione del proprio router.

    Se A), B), C) e D) non sono sufficienti per risolvere il problema, contattaci e saremo lieti di fornirti assistenza. :)

    Chiarita la parte tecnica, passiamo a quella concettuale.

    Perché mi chiedete di disabilitare il mio adblocker su YouMath?

    I contenuti sul Web sono intangibili e immateriali, ma sono frutto di un lavoro molto tangibile. Ciao, sono Omega! Quando ho pubblicato questa pagina per la prima volta, avevo scritto: "Oggi giornata di revisione dei contenuti, un po' di mansioni tecniche sul server, un po' di coordinamento con il mio staff, ed eccoci qui, mentre scrivo sono le 3:35 di Mercoledì mattina.". Ora va meglio: sono le 16:04 di Giovedì, non appena finito torno a quello che considero il mio vero lavoro: occuparmi dei contenuti del sito insieme alle persone che lavorano con me.

    Ci sono blog aggiornati di tanto in tanto; ci sono grandi prodotti editoriali con redazioni di centinaia di persone; ci sono anche siti che sono sostenuti da aziende medio-piccole, che erogano stipendi di 14 mensilità ai dipendenti e compensi ai collaboratori occasionali, versano imposte, pagano il proprio commercialista, pagano il proprio consulente del lavoro, pagano un'infrastruttura tecnica (non l'hosting che ha messo in piedi il cugggino), pagano servizi esterni... La lista è lunga, e come avrai intuito Math Industries rientra proprio nella terza casistica.

    Math Industries è un'azienda e ha una missione precisa. Chi ci lavora svolge i propri compiti con passione, amore per la Matematica e per la Fisica, e con la speranza di fornire un servizio utile ai milioni di utenti che ne visitano il sito su base mensile. Oltre a questo, si tratta pur sempre di un'azienda che deve far quadrare i conti e possibilmente far sì che siano floridi. L'aspetto economico non è trascurabile. Non siamo gretti capitalisti della peggior specie, ma non siamo nemmeno pauperisti. Siamo realisti. Una bella idea, per quanto apprezzata, finisce nel nulla senza un piano di esecuzione sostenibile.

    Volete qualche dato, in totale trasparenza? Per non andare in perdita, sostenere gli stipendi di chi lavora a tempo pieno, tutte le spese e tutti gli oneri fiscali, questa baracca deve generare 240.000€ l'anno. Sembra tanto? Può darsi, ma tenete conto che eroghiamo stipendi normali e non abbiamo rubinetti d'oro in ufficio. Qualsiasi euro ecceda questa cifra viene tassato al 46,572%, e non solo: come qualsiasi azienda, ogni anno dobbiamo pagare in anticipo le imposte sugli utili ancor prima di averli generati nell'anno in corso, perché il Fisco ipotizza che quanto meno verranno generati gli stessi ricavi dell'anno precedente.

    Ah, e... Siamo un sito che parla di Matematica e Fisica, non di Finanza ed Economia. 1000 visualizzazioni di pagina con pubblicità non ci vengono pagate zillioni di euro.

    Per provare a fare il nostro lavoro bene e in modo sostenibile riteniamo che la parola chiave sia mediazione, sotto ogni punto di vista: svolgere il lavoro con impegno, evitare di essere avidi (specie se l'avidità può compromettere la qualità del servizio), avere una situazione economica solida. Sia per amore di ciò che facciamo, sia per far sì che possa continuare a esistere, sia per tutelare coloro che vi hanno dedicato più di 13 anni di vita.

    Non abbiamo mai cercato finanziamenti pubblici a fondo perduto (1), pur potendo, perché abbiamo sempre voluto rimanere sul mercato con le nostre forze, né abbiamo voluto finanziamenti privati (2), per evitare ingerenze in ciò che facciamo né in come lo facciamo. Siamo sempre stati indipendenti, e non abbiamo mai puntato sulla narrazione del "siamo nudi e puri" di coloro (3) che facevano svolgere il lavoro agli utenti, salvo poi vendere a chi era agli antipodi della propria filosofia. (Ogni riferimento a persone e siti per studenti è puramente casuale).

    Stiamo divagando... Veniamo al punto. Gli adblocker, per noi, sono una delle tante minacce. La pubblicità è essenziale per YouMath, come lo è per qualsiasi altro sito gratuito. Il tasso di adblocking non è più sostenibile: lo abbiamo tollerato finché si è mantenuto entro una certa soglia, ma col passare del tempo è cresciuto, fino a divorarsi più di 1/5 dei nostri ricavi legittimamente guadagnati. Nel mentre il traffico di YouMath cresceva e gli oneri di gestione crescevano di pari passo. Ciò ci ha costretto, e ci costringe tutt'ora, a spendere tempo per raffinare i criteri di rilevamento e di blocco. Tempo che dedicheremmo volentieri ad attività ben più piacevoli e affini ai nostri gusti - leggasi pubblicare nuove lezioni e migliorare quelle già esistenti - ma senza spirito pragmatico non si va molto lontano.

    Con questa premessa, passiamo ad altri ragionamenti.

    In generale ci sono due tipologie di utenti che usano un adblocker:

    - gli utenti che lo hanno installato a cuor leggero, senza soffermarsi sulle implicazioni che derivano dalla navigazione con blocco delle pubblicità;

    - i templari dell'adblocking. Coloro che vogliono navigare su un sito e usufruire di un servizio senza vedere neppure un pixel di banner e senza pagare, al grido di "Non è un problema mio".

    Riguardo ai primi, non c'è molto da aggiungere. Solitamente quando viene chiesto loro di disabilitare l'estensione, lo fanno e procedono serenamente nella navigazione. Nessun problema.

    È ai secondi che vorremmo rivolgerci, in particolare, per instaurare un dialogo costruttivo e comunicare il nostro punto di vista di editori, mostrando loro l'altra faccia della medaglia.

    "È un mio diritto decidere cosa entra e cosa no nel mio browser"

    Giustissimo. Sacrosanto. Allo stesso modo, però, è un diritto sacrosanto di chi possiede e mantiene il sito decidere se aprire o no la porta a chi bussa.

    "Uso un adblocker però lo disabilito sui siti con poca pubblicità"

    Questo scenario è inverosimile. Sarebbe più corretto: "Uso un adblocker però lo disabilito sui siti con poca pubblicità che mi chiedono di disabilitarlo". In primo luogo per la stessa logica che caratterizza gli adblocker: gli adblocker bloccano tutto preventivamente. A meno che un sito chieda di disabilitare il blocco, nessuno su questa Terra installa un adblocker, aggiunge in whitelist, controlla e poi eventualmente toglie dalla whitelist. Excusatio non petita. La verità è che, se si installa un adblocker e nessuno chiede di disabilitarlo, l'adblocker blocca buoni e cattivi e chi s'è visto, s'è visto.

    L'osservazione sarebbe corretta se gli adblocker funzionassero in logica di blacklisting ("prima vedo, poi blocco"), ma non è questo il caso.

    "A me non interessa. Uso un adblocker perché IO non voglio vedere pubblicità sul web"

    Da una parte, se è reso possibile dal sito, si può sempre sottoscrivere un account a pagamento e soddisfare la propria volontà di non vedere la pubblicità, in modo legittimo e equo.

    Se però si parla di volere la botte piena e la moglie ubriaca, ossia non volere la pubblicità e non voler pagare... Non è una buona mossa.

    Se viene fornita una possibilità alternativa per navigare senza pubblicità, ma si decide di aggirarla, si tratta di una violazione di termini di servizio. Ed è normale che sia così, perché si arreca un danno reale e tangibile ad altre persone: quelle che lavorano ogni giorno al sito.

    Se non viene fornita alcuna alternativa alla pubblicità, usare un adblocker non è comunque una buona mossa. La tendenza media dei siti, specie di quelli che non sono sicuri della qualità dei propri contenuti, è compensare sugli altri utenti (quelli che non usano adblocker) aumentando il carico pubblicitario e peggiorando la loro navigazione. E se poi a cascata tutti usassero gli adblocker? Molti siti morirebbero, magari per mancanza di competenze o di risorse tecniche per implementare sistemi di blocco o alternative di pagamento, e dunque indipendentemente dalla qualità dei loro contenuti. Alcuni siti morirebbero perché puntano solo a incassare, non curandosi della qualità dei contenuti, e questo non sarebbe un grande problema; ma state certi che morirebbero tanti siti, di cui molti di grande utilità.

    Se anche non venisse fornita alcuna alternativa alla pubblicità, ci sarebbero due semplici opzioni: tollerarla perché, dopo tutto, il servizio offerto dal sito è utile; non tollerarla perché il sito non lo merita, e non visitarlo mai più. Scegliere di aggirare la pubblicità e insistere a visitare il sito, pur non reputandolo abbastanza utile, è un atteggiamento ipocrita.

    "Gli adblocker mi tutelano"

    Già...

    Basti pensare al caso di Adblock Plus, che dopo essersi eretto per 15 anni a paladino del blocco della pubblicità, quando ha raggiunto una sufficiente fetta di mercato ha aperto la propria Sell Side Platform (Acceptable Ads Exchange) per rivendere gli spazi pubblicitari che essa stessa rende indisponibili.

    C'è chi la chiamerebbe presa in giro, c'è chi la chiamerebbe estorsione. Fate voi.

    "Se un sito dovesse fallire perché basa il proprio modello di business sulla pubblicità, chissenefrega, non meriterebbe di stare sul mercato"

    Visione un po' ipocrita soprattutto perché chi lo dice, di solito, continua a usare il sito che critica.

    È vero che ci sono siti e attività che meritano di fallire, magari perché offrono un servizio che non piace alla maggior parte della possibile utenza. Immaginate: passate davanti a una vetrina di un negozio, con prodotti scadenti, disposti in modo disordinato e poco curati. Nessuno entra, nessuno compra, il negozio fallisce. È il mercato, bellezza.

    Il negozio però non deve fallire perché gli utenti entrano, prendono, si lamentano dei prodotti, non li pagano e poi tornano ancora, prendono ancora, non pagano ancora.

    Non è molto più coerente decidere di abbandonare definitivamente un sito, se il sito è pessimo da navigare secondo i propri standard? Se il coperto di un ristorante (o se preferite il concetto di mancia all'americana) non piace, la cosa da fare non è continuare a tornarci cercando modi per non pagarlo; la cosa sensata è non entrarci mai più.

    In effetti è proprio l'intangibilità del Web che porta a pensare che non ci siano costi per chi eroga il contenuto, ma i costi ci sono, eccome se ci sono. Anche gli utenti adblocker sono un costo.

    Da parte nostra, lavoriamo ogni giorno per ampliare e migliorare le nostre pagine, bilanciando al meglio contenuti e pubblicità. Ma se qualcuno ritenesse che il bilanciamento non sia adeguato, se qualcuno pensasse che la pubblicità sia troppa e difficilmente sopportabile, se qualcuno non volesse proprio saperne perché non vuole saperne della pubblicità, né non vuole sostenerci, la nostra richiesta per questi utenti sarebbe semplice. Non serve usare adblocker su YouMath: siate davvero coerenti, è sufficiente non visitarlo. Ci sono tanti altri siti di Matematica e Fisica su cui studiare.

    Se invece apprezzate il nostro lavoro e avete accolto la nostra richiesta di disabilitazione, oppure se avete scelto di sostenerci, vi siamo molto grati e siamo lieti di accogliervi. La nostra porta è aperta ogni giorno e a qualsiasi ora, e vi auguriamo una buona navigazione. :)

    Redazione di YouMath

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