Nautica

Azimut Benetti prevede un 2025 in crescita e lancia un polo della vetroresina

Investimento da 12 milioni a Massa per un nuovo centro dedicato agli scafi. Il prossimo anno previsto col segno più quanto a ricavi e margini

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Azimut Benetti, dopo essere confermato, per il 25° anno consecutivo, primo produttore al mondo di yacht sopra i 24 metri (nella classifica di Boat International), prevede un 2025 in crescita, quanto a fatturato e margini, rispetto al 2024, e apre il nuovo anno con un progetto che è appena partito e sarà pienamente operativo già alla fine del mese di gennaio: la creazione di un polo della vetroresina a Massa Carrara.

Un investimento da quasi 12 milioni di euro, sviluppato all’interno di due capannoni, che premetterà al gruppo non solo di controllare puntualmente la realizzazione degli scafi in vetroresina, ma anche, assicura l’ad Marco Valle, di «inserire innovazioni tecnologiche» in un comparto della produzione in cui, negli ultimi 20 anni, i progressi di lavorazione sono stati ben pochi.

Un progetto ideato e messo a punto diversi mesi fa (ma tenuto sempre in stretto riserbo), sotto l’egida visionaria del fondatore del gruppo, Paolo Vitelli - scomparso, per una tragica fatalità, il 31 dicembre scorso - e portato avanti dalla figlia Giovanna, già da un anno e mezzo presidente operativo di Azimut Benetti, e dallo stesso Valle.

Dopo l’addio all’uomo che l’ha creato e l’ha portato ai massimi livelli, dunque, il gruppo - pur emotivamente scosso, come tutta l’industria della nautica, ma forte di una governance da tempo consolidata - è sbarcato al salone nautico di Düsseldorf (18-26 gennaio) portando un bilancio dell’anno nautico (che va da settembre 2023 ad agosto 2024) in cui ha totalizzato ricavi per 1,3 miliardi di euro e «un portafoglio ordini, nei primi quattro mesi del nuovo anno nautico - sottolinea Valle – che si attesta sui 2 miliardi». Tutto questo, nonostante la nautica italiana stia registrando, soprattutto per quanto riguarda le barche di piccole dimensioni (e Azimut Benetti costruisce scafi dai 13 ai 44 metri), un ridimensionamento del trend di crescita che aveva caratterizzato gli ultimi anni del comparto.

In effetti, conferma l’ad, «c’è una contrazione di imbarcazioni medio-piccole; ma non è che sia uscita negli ultimi mesi: l’avevamo già dichiarato un anno fa, quindi non ci ha colti di sorpresa. L’abbiamo gestita con la presentazione di nuovi prodotti come Seadeck. E il fatto di averne, non a caso, accelerato il lancio, ci ha garantito una buona riuscita in quel segmento. Insomma, durante il periodo di vacche grasse, col mercato che tirava, noi abbiamo investito, applicando la filosofia sempre seguita da Paolo Vitelli, in nuovi modelli in grado di essere competitivi anche in un mercato calante. E oggi ne stiamo godendo i benefici, nonostante il mercato possa essere considerato veramente in costrizione; anche se bisogna dire che la domanda, comunque, c’è, non è inesistente. È chiaro che se prima, per una barca, c’erano quattro clienti potenziali, adesso ci sono quattro barche e un solo cliente. Ma quel cliente, però, può scegliere e non è solo questione di prezzo ma anche di soddisfazione e appagamento; ed è il motivo per cui Benetti ha un portafoglio ordini lunghissimo. Peraltro, anche in Azimut (che costruisce scafi di dimensioni minori, ndr), da settembre a oggi, l’incremento dell’orderbook e le vendite a cliente finale, per imbarcazioni sotto gli 80 piedi, sono uguali a quelli dello stesso periodo scorso anno». Inoltre, aggiunge Valle, il salone di Düsseldorf sembra essersi avviato meglio di quanto ci si attendesse.

Sotto il profilo industriale, racconta l’ad, «dopo gli investimenti fatti per un re-layout dei processi produttivi nel quartier generale di Avigliana, siamo nel pieno di un re-layout anche in tutti i siti produttivi del gruppo in Toscana. E abbiamo, di fatto, dato il via a quello che chiamiamo il polo della vetroresina a Massa; nel senso che le imbarcazioni di Azimut e Benetti costruite con quel materiale verranno realizzate in questo polo, gestito da noi. L’obiettivo è controllare non solo l’output del prodotto, quindi il manufatto, ma anche cercare di inserire qualche innovazione tecnologica in un segmento di produzione in cui, negli ultimi 20 anni circa, non è stato fatto niente di davvero nuovo, a eccezione del passaggio dalla laminazione a mano a quella per infusione. Noi vorremmo, invece, introdurre delle tecniche innovative».

Il progetto è nato per far fronte all’aumento dei volumi di Azimut e Benetti con l’obiettivo, da un lato, di liberare da carichi di lavoro il cantiere di Viareggio e, dall’altro, di efficientare i processi produttivi. Per questo è stata individuata un’area ad hoc a Massa «e abbiamo unito un paio di capannoni» per collocarvi il polo, chiarisce Valle. L’attività è già partita, dice l’ad, e sarà pienamente operativa entro fine gennaio. Il tutto grazie a un investimento che, «tra capannone, macchina del taglio, cabina di verniciatura e attività varie, arriverà quasi a 12 milioni».

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