Il "non documento" sloveno sulla spartizione della Bosnia-Erzegovina

La Slovenia avrebbe consegnato al Consiglio europeo un "non paper" con un piano di ridefinizione dei confini che, se applicato, riaccenderebbe la polveriera nei Balcani.

di Laris GAISER
Pubblicato il Aggiornato il
Carta di Laura Canali (dettaglio) 
I Balcani sono da sempre l’ossimoro della semplicità.


Sono la regione nella quale, a causa della storia, i confini fissi sono stabilmente indefinibili. Il luogo nel quale, a più di un secolo dallo sparo, la pallottola di Gavrilo Princip è ancora vagante.


Secondo le indiscrezioni trapelate sui giornali di Lubiana e Sarajevo, il governo della Slovenia, presieduto da Janez Janša e prossimo al semestre di presidenza dell’Unione Europea (luglio-dicembre 2021), a marzo avrebbe consegnato al Consiglio europeo un “non paper” nel quale si esamina la possibilità di rimodellare ancora una volta i confini della regione balcanica.


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