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F1, GP Brasile 2023: le pagelline di Terruzzi
Tra partenze mancate e arrivi in volata, tra delusioni probabilmente inaspettate ed exploit forse inattesi, a Interlagos si lotta alle spalle del solito dominatore: voti e considerazioni dal Brasile
Di Giorgio Terruzzi
3 minuti di letturaPublished on
Anche quest'anno le mie pagelline raddoppiano: la domenica, subito dopo la gara, in formato testuale, e poi in formato audio: salva l'articolo tra i preferiti per non perderlo. E se vuoi dare anche tu un voto ai piloti di Formula 1, scrivi nei commenti della mia pagina Facebook la pagella di un pilota a tua scelta utilizzando l'hashtag #pagelleterruzzi!

L'audio-pagellina del GP del Brasile:

Ecco le mie pagelline del GP del Brasile di Formula 1 svoltosi a Interlagos:
Voto 10 al vecchio Fernandone che fa rima con leone. Una difesa su Perez che vale come la peggior bastonata rimediata da Perez in questo anno gramo. Poi un giorno qualche tecnico, invece di metterla giù dura, potrà spiegare come mai una macchina emerge e affonda in continuazione. Mah.
Voto 9 a Ricciardo. Il ragazzotto è tornato davvero. Rognatissimo e pimpantissimo per l’intero Gran Premio. Annusa l’aria e sa che potrebbe avere un’altra occasione in casa Red Bull. La vedo dura ma almeno ci prova.
Ottima gara - ma con tanta sfortuna - per Daniel Ricciardo
Ottima gara - ma con tanta sfortuna - per Daniel Ricciardo© Getty Images / Red Bull Content Pool
Voto 8 a Norris. Ufff… Sì è bravo, bravissimo, ma tra cose meravigliose piazza spesso uno strafalcione, vedi partenza Sprint. Insomma ‘sta storia del vincente mancato comincia ad annoiare. Detto proprio valutando la stoffa del Lando.
Voto 7 a Verstappen. Ciccio sei un fenomeno, sei il migliore, vinci sempre. Fare qualcosa per rianimare la platea tramortita? Uno sghignazzo, una barza, uno scherzetto a Marko, che so? Dai, brio. Se non l’hai tu, chi altro?
Voto 6 a Stroll. Con una macchina così forte in trazione, pure il Lance è sembrato un campione. A dimostrazione che valutare i piloti è difficilissimo. Pagelline ok, pagelle serie, senza senso.
Voto 5 a Sainz. Opaco, poveraccio, dentro una Ferrari arrancante. Se non altro ha gestito il materiale disponibile, tristemente, anonimamente. Non c’è verso. Questa macchina è una quaresima.
Voto 4 a Piastri. Ogni tanto, povero Ciccio, sembra perdere la trebisonda. È timido, si nasconde un po’ perché un po’ di anonimato serve per crescere. Mah.
Un errore frena la corsa di Yuki Tsunoda
Un errore frena la corsa di Yuki Tsunoda© Getty Images / Red Bull Content Pool
Voto 3 a Tsunoda. Per darci dentro, ha dato. Ma ogni gara, puntualmente, piazza la vaccata. Sembra sempre indiavolato, imbufalito, nervosissimo e falloso. Una terapia d’appoggio? Servirebbe.
Voto 2 a Ocon. A proposito di pasticcioni, questo qui è sempre sulla breccia. E il bello è che non riconosce i propri errori. Una delusione, dai.
Voto 1 alla coppietta Bottas-Zhou, desaparecida in pianta stabile. I due non hanno gran colpa, poveri, ma insomma mai una gioia, un guizzo, un acuto. Più dei baffi per Movember, una barba lunga così.
Voto 0 a questa sfilza di gare scontate. Francamente, troppe, con un campionato chiuso ad aprile. Non è colpa di nessuno, ma una certa fatica. Detto con amore per le corse. Meno male che arriviamo noi con il podcast brasiliano.
Senza voto: Leclerc. È difficile non avvertire moti solidali nei confronti di questo ragazzo alle prese con un bilancio amarissimo. Proprio un (altro) anno no per un campione che avrebbe potuto e dovuto ottenere ben altro. Coraggio. Anche se il suo panorama, francamente, non pare affatto assolato.
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